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il CORRIERE FEDERALE |
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| Organo periodico di informazione della FEDERAZIONE | ||
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Numer10 del 27 marzo
2010 |
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E' PASQUA... TUTTI A
TAVOLA!!! |
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CAPRETTO AL FORNO CON PATATE E PISELLI
Ingredienti per 4 persone: Condire con olio, sale, pepe ed amalgamare il tutto. Completare qua e là con i ciuffetti di strutto ed aggiungere ½ bicchiere di vino e ½ di acqua. Infornare a 160° per 2 ore.
Esecuzione.
Ornelladmin di In cucina con fantasia |
CASATIELLO NAPOLETANO
Ingredienti per un casatiello grande:
Per la pasta -farina, 1kg.
-lievito di birra
2 cubetti -poco sale, molto pepe
per il ripieno: -400 gr. di pecorino (oppure formaggi misti: provolone piccante, grana, emmenthal, fontina, ecc.) -400 gr. di salame tipo napoli -sale, pepe .
per la guarnizione: -5 uova
Esecuzione: La ricetta del casatiello, è uguale a quella del tortano solo che le uova invece di essere sode e messe all'interno a pezzettini, vengono messe sopra crude e fermate da striscioline di pasta messe a croce sull'uovo .-Stemperate il lievito in acqua tiepida (che non sia troppo calda). -Disponete la farina a fontana, ponetevi al centro lo strutto, il sale, il pepe, il lievito sciolto nell'acqua, e aiutandovi con altra acqua tiepida, mescolate tutto fino a ottenere una pasta morbida che lavorerete con forza per una diecina di minuti battendola sul tavolo. -Fatela poi crescere in una terrina coperta, in luogo tiepido, per un paio d'ore o fin quando la pasta avrà raddoppiato di volume. -Tagliate tutti i formaggi e il salame a dadini. -Quando la pasta sarà cresciuta, staccatene una pagnottella e tenetela da parte. -Battete tutto l'impasto rimanente con le mani e stendetela allo spessore di un centimetro. -Disponete su tutta la superficie, uniformemente, il ripieno, e arrotolate con delicatezza la pasta, il più strettamente possibile. |
-Ungete di strutto un ruoto (uno stampo largo col buco centrale); -disponetevi il rotolo di pasta a ciambella, unendone bene le estremità e rimettetelo a crescere in luogo tiepido coprendolo con un panno -Quando il casatiello avrà lievitato (accorreranno almeno due ore), disponete le 5 uova su di esso a intervalli regolari, e fermatele con delle striscioline incrociate fatte con la pasta che avete tenuto da parte. -Infine infornatelo a forno già riscaldato a 160° per i primi 10 minuti poi a 170°-180° per un'ora di cottura complessiva. -Sformatelo quando sarà tiepido. Il casatiello, è ottimo sia caldo che freddo, e anche riscaldato. Osservazioni: alle volte, quando nella pasta ci sono grassi e ripieno, la lievitatura tarda a verificarsi; sarebbe quindi opportuno, per non avere sorprese, fare la pasta il giorno precedente a quello in cui verrà consumato. (da www,casatiello,it) LA PASTIERA
Preparazione: |
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Versate in una casseruola il grano
cotto, il latte, il burro e la scorza grattugiata di 1 limone;
lasciate cuocere per 10 minuti mescolando spesso finchè diventi crema. - Frullate a parte la ricotta, lo zucchero, 5 uova intere più 2 tuorli, una bustina di vaniglia, un cucchiaio di acqua di fiori d'arancio, e un pizzico di cannella (facoltativo). - Lavorare il tutto fino a rendere l'impasto molto sottile. Aggiungere una grattata di buccia di un limone e i canditi tagliati a dadi. Amalgamare il tutto con il grano. - Prendete la pasta frolla scongelata, o quella fatta da voi e distendete l'impasto allo spessore di circa 1/2 cm con il mattarello e rivestite la teglia (c.a. 30 cm. di diametro) precedentemente imburrata, ritagliate la parte eccedente, ristendetela e ricavatene delle strisce. - Versate il composto di ricotta nella teglia, livellatelo, ripiegate verso l'interno i bordi della pasta e decorate con strisce formando una grata che pennellerete con un tuorlo sbattuto. - Infornate a 180 gradi per un'ora e mezzo finch'è la pastiera non avrà preso un colore ambrato; lasciate raffreddare e, prima di servire, spolverizzate con zucchero a velo. P.S. Una volta cucinata la pastiera, può essere conservata in frigo anche per 4-5 giorni. (da www.pastiera.it) ... E non vi fate mancare una buona bottiglia. ![]() |
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BOTANICA
Fatti l'orto sul balcone Una moda, di più: una mania collettiva. Chi ha un davanzale non può non coltivare basilico, pomodori e peperoni. O per lo meno provarci.
Una moda, di più: quasi una mania collettiva. Lo conferma Coldiretti: quattro italiani su 10 hanno l'orto mentre è aumentato del 50% in cinque anni la vendita di attrezzatura per il giardinaggio. |
E se un tempo una
piantina di basilico non poteva mai mancare sui davanzali delle italiche
finestre, a simboleggiare l'amore ricambiato, oggi chi ha anche soltanto
un metro quadrato all'aperto non può non coltivare - oltre al basilico -
pomodori , peperoni, e fragoline di bosco. O per lo meno provarci.
L'importante è cominciare bene, non farsi scoraggiare dagli insuccessi, trovare una comunità virtuale di utenti con lo stesso interesse verde attraverso la quale scambiarsi foto e consigli sui reciproci capolavori. Equipaggiamento minimo richiesto: uno spazio all'aperto che sia esposto al sole almeno mezza giornata (da qualche parte si legge che è preferibile quella da mezzogiorno al tramonto), terriccio grasso e buono, vasi di plastica (per salvia e rosmarino meglio la terracotta), annaffiatoio con doccetta, bastoncini-tutore, paletta, semi o piantine già nate, preferibili per i principianti. reciproci capolavori. Nella scelta delle specie da coltivare, tenete conto che sul balcone si sviluppano bene le varietà nane (pomodorini grandi come una ciliegia e melanzane e peperoni baby) |
che le zucchine
richiedono un vaso di 30 centimetri, sono molto produttive e vogliono
essere innaffiate una sera sì e una no. . Le fragoline, invece, richiedono acqua tutti i giorni almeno finché non sono sbocciati i fiori, poi ogni due settimane, e infine di nuovo quotidianamente quando spuntano i frutti. I benefici del balconaggio? Molteplici. - Inannzitutto è un bell'hobby all'aria aperta. Magari con vista sulla circonvallazione, ma perché rovinare la poesia facendo i difficili? - Cementa il legame con la natura - quando c'è - e permette ai digiuni di terra di fare scoperte incredibili. Tipo: metto il seme, innaffio, nasce la piantina. (La bibbia del principiante è Coltivare l'orto sul balcone - editore Giunti Demetra 2005) - Fa risparmiare. Non è un caso se le piantine più richieste, secondo Coldiretti, sono quelle di insalata perché garantiscono il raccolto dopo appena 40 giorni con un costo di pochi centesimi di euro. - Piace ai bambini. E se è per questo anche ai gatti e ai cani di casa che dovranno .faticosamente essere tenuti alla larga. |
- È chic, radical ed ecosostenibile (qualsiasi cosa significhi davvero) a patto che si scelgano concimanti bio e si bandiscano veleni e pesticidi vari. Anche per preservare la salute e la sopravvivenza dei suddetti bambini, cani e gatti. - Dà molta più soddisfazione di un bonsai, dicono: volete mettere tornare a casa stressati dal lavoro e farsi una bella insalata autoprodotta o, per i più arditi, una crostata coi frutti di bosco colti sul terrazzo? - Ultimo ma non ultimo: è incredibilmente decorativo. Belle, bellissime le solite piante e i soliti fiori, ma "già visti". Chi ha gusto e pollice verde potrà creare delle composizioni orticole davvero molto gradevoli. Pomodori, peperoncini, zucchine, salvia, rosmarino, lattuga, cavolo, cipollotti: il risultato sarà un bouquet originale e profumatissimo. Roberta di Non solo decoupage. |
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(dalla prima pagina) Così mia madre, giunto l'atteso momento, mi mandò dal buon Padre A. a compiere, mio malgrado, quello che in casa era percepito come un sacrosanto dovere. Però era fantastico, Padre A., e ci voleva davvero un bene infinito! Riuscì sorprendentemente a entusiasmarmi, con le sue domande, i suoi quiz e il Vangelo come premio. Non ci faceva affatto quel noioso catechismo tradizionale che adesso è tanto tornato di moda. No, lui, attraverso la discussione, provava semplicemente (ma tutt'altro che banalmente) ad insegnarci l'amore. Rispondere alle sue domande era facile e divertente, e per il mio ego, manco a dirlo, era bello pure vincere il Vangelo in premio! ![]() Solo che, dopo tre mesi di tutto questo (e un numero infinito di vangeli accatatastati alla rinfusa sullo scaffale più alto della libreria), cominciai ad annoiarmi un po' e soprattutto a sentire il peso dell’impegno, della cosa fatta "per forza", che andava ovviamente ad aggiungersi all'impegno della scuola. E siccome non potevo certo ritirarmi dalla quarta elementare, preferii ritirarmi dal catechismo, con somma delusione di padre A., il quale tuttavia, da saggio uomo quale era (ed è ancora, spero), disse che forse era meglio così, che maturassi ancora un po' e che mi ripresentassi all'inizio del successivo anno scolastico. In quinta elementare stesso, identico copione, stavolta seguito da qualche comprensibile rimbrotto genitoriale. Ma cazzo, già dovevo alzarmi presto tutte le mattine per andare a scuola.. ci mancava solo l'impegno del sabato pomeriggio e, horribile dictu, della domenica mattina! ![]() L'anno dopo, finalmente, poiché la prima media era l'anno in cui gli altri facevano già la cresima, decisi che era arrivato il momento di forzarmi a frequentare da settembre a maggio per prendere 'sta benedetta prima comunione. Prima di fare la cresima, però, mi presi la seconda media come anno sabbatico! ![]() Stessa noia è sempre sopraggiunta anche quando si è trattato di cose decisamente più allettanti, tipo la palestra, la sala prove col gruppetto, i fidanzati (tranne uno, ma si trattò di storia troppo sui generis per fare testo). |
Solo per la scuola ho fatto realmente eccezione, forse perché, a parte i primi
due anni delle elementari, in cui sostanzialmente si impara a leggere, a
scrivere e a far di conto quasi come fossero dei simpatici nuovi giochini
ammazzatempo, non si può certo dire che mi abbia mai entusiasmata tanto: l'ho
sempre considerata esclusivamente come un dovere, e quindi ho fatto ciò che mi
si chiedeva di fare per non essere rimandata a settembre e non subire quindi il
divieto di uscire con gli amici (l'unica cosa che all'epoca mi interessasse
davvero), stupendomi sinceramente ogni volta che mi trovavo ad apprezzare
qualcuna delle tante noiosissime cose che ci facevano studiare. Brillavo, però,
in latino e greco perché quelle materie sì, mi hanno sempre affascinata
moltissimo. Manco a dirlo, sono estremamente "frammentista" anche nel mio amore per la scrittura: mi piace scrivere, mi diverte; quando lo faccio, sento che mi sto dedicando del tempo, che mi sto prendendo cura di me e quindi mi rilassa quasi quanto farmi fare un massaggio, ma ho sempre scritto solo di getto, senza alcun eccesso di attenzione alla forma (unica eccezione: quando scrivo per lavoro, ma quello appunto non è un piacere), senza la minima pretesa artistica e, soprattutto, senza il minimo dono della continuità. Non potrei mai scrivere un libro, io: dopo le prime tre pagine, mi annoierei a morte e passerei a scrivere qualcos'altro! ![]() Per questo i miei sono solo Frammenti: frammenti di quel che sento, amo, detesto, ricordo, spero. Nel reale come nel virtuale, ammesso che tra le due dimensioni esista una "reale" differenza. Drym founder di FRAMMENTI |
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I Confederati |
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