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Pagina 3 Ritorna in prima pagina Pagina 2    Numero 18  del  9 ottobre 2010
TERZA PAGINA
UNIVERSITA'

CINEMA

 
univers2Atenei, via al blocco della didattica corsi sospesi e prof "indisponibili"

da http://archeo.forumfree.it/?t=50972993

Dal blocco della didattica al rinvio dell´anno accademico. Sarebbero dovute cominciare tra meno di una settimana le lezioni alla Sapienza. E invece tutto è rimandato a metà ottobre, tra tagli economici, pensionamenti a valanga e l´ondata di protesta dei ricercatori.

Ieri il Dipartimento di Fisica ha deciso di rinviare l´inizio delle lezioni di due settimane «a causa dell´impossibilità di garantire un´offerta didattica adeguata in condizioni di definanziamento». Manca solo la ratifica del Consiglio d´area, ma «professori e studenti - si legge nel comunicato di "Atenei in rivolta" - hanno espresso il pieno sostegno alla protesta contro il ddl e contro i tagli al sistema universitario». E già il 28 ci sarà un´assemblea per discutere le mobilitazioni. Schierata anche Ingegneria che ha deliberato il posticipo dei corsi «contro tagli ingiustificati delle risorse e il mancato riconoscimento del ruolo dei ricercatori». Suscitando così la reazione di Azione Universitaria, movimento del Pdl, che ha indetto un presidio chiedendo di garantire il diritto allo studio.

Ma in tutta la Sapienza sono ben 671 su 1854 i ricercatori pronti ad incrociare le braccia se il ddl Gelmini dovesse andare avanti alla Camera. Oltre il 60 per cento le adesioni a Lettere, Scienze umanistiche e Ingegneria e il 90 per cento a Scienze. «I posti vacanti tra Matematica, Fisica, Chimica, Biologia e Geologia sono circa 300 - spiega Giorgio Sestili, studente di Fisica - e molte lezioni rischiano di non partire o di avere più di 100 iscritti costretti in un´aula». Il bando indetto a luglio per colmare i vuoti è andato deserto. Al secondo bando, aperto anche ai docenti esterni da ingaggiare a contratto, per ora ha risposto solo il 10 per cento di prof. E nonostante lo slittamento, l´offerta formativa potrebbe comunque partire zoppa, limitandosi alle cattedre sicure. Chimica, ad esempio, ha 80 corsi su 400 scoperti. A Scienze Umanistiche sono 72 i moduli che rischiano di non essere attivati. Idem a Lettere. E nelle due Facoltà 120 prof andranno in pensione entro 2 anni. E c´è anche chi come Armando Gnisci, docente di Letterature comparate, ha dato il suo addio volontario alla cattedra: «Cari studenti - si legge nell´avviso sulla porta dello studio - vi saluto assicurandovi che l´unica parte dell´università dalla quale non mi sono dimessoè la vostra. Vi chiedo di non perdere speranza, in voi stessi e nella comune repubblica, che sembra tramontare sull´orizzonte civile degli italiani».

Infine c´è Giurisprudenza, dimezzata dalla pensioni illustri: 27 docenti su 68 lasceranno la cattedra, come l´ex ministro Augusto Fantozzi o Franco Coppi, l´avvocato di Andreotti. «Ad alcuni proporremo un contratto di un anno», spiega il preside Mauro Caravale. Compenso simbolico, 200 euro. È la figura del "prof senior" creata dal rettore Frati per "aggirare" il limite di età pensionabile. Con i fondi a disposizione la Sapienza può immettere in ruolo solo 4 docenti. Quanto ai ricercatori, nell´ultimo anno per 308 contratti cessati, solo 11 sono stati assunti.
Ma la protesta sconfina anche a Tor Vergata. A Lettere 40 ricercatori su 60 hanno dato l´indisponibilità. A Scienze sono 96 su 106 tanto che, racconta Giancarlo Bocchinfuso di Chimica, «le lezioni sono state rinviate di due settimane e ad iscrizioni aperte non è stato ancora approvato il manifesto degli studi». Oggi sia alla Romanina che ad Aldo Moro si riunirà il Senato Accademico: l´obiettivo è ottenere il rinvio dell´intero anno accademico.

www.ateneinrivolta.org
(21 settembre 2010)

Rici86 da L'angolo dell'aecheologo.

(dalla prima pagina)

sickoDa sempre sappiamo tutti che, negli USA, chi non ha un'assicurazione privata sostanzialmente non ha diritto ad essere curato, se non negli ospedali pubblici, che negli Stati Uniti è come se non esistessero, tanto che può accadere di restare in attesa di visita anche per 18 ore consecutive (per chi non muore prima, ovviamente!). Ma questo, come dicevo, lo sapevamo già: è orribile, ma lo sapevamo.
Quello che non sapevamo (o che almeno io non sapevo) è che, pur avendo un'assicurazione, in America si può morire perchè ci si trova negato il diritto a una risonanza magnetica o a delle semplici cure antibiotiche.
E' ciò che è accaduto ai personaggi intervistati durante il film: c'è chi ha perso il marito perchè gli era stato negato un intervento, chi ha perso la propria bambina perchè, con 40 di febbre, le erano state negate le cure antibiotiche e alla madre era stato detto di portarla, con mezzi propri, fino all'ospedale dell'assicurazione, dove è arrivata morta.
Tutto questo avviene perchè, come confessato da qualche "pentito", le assicurazioni obbligano i loro dipendenti a negare una certa percentuale di interventi (chirurgici, terapeutici o diagnostici che siano) e così si arricchiscono in misura vergognosa, tanto da poter comprare uno ad uno tutti i membri del Congresso.
Ci sono poi i barboni che vengono caricati si un taxi, pagato dall'ospedale, e lasciati in mezzo alla strada, dove una struttura di volontari li toglie dal marciapiede, spesso spaesati e terrorizzati, per prendersene cura in qualche modo.

Ma c'è di più: ci sono persino i volontari dell'11 settembre, quelli che a parole sono stati osannati come "eroi della patria" i quali, dopo essersi bruciati le vie aeree a causa della quantità di polvere respirata o dopo aver perso l'intera dentatura per bruxismo post-traumatico, sono stati abbandonati a se stessi o, nella migliore delle ipotesi, consolati da un sussudio di 1000 dollari mensili, tutti spesi in farmaci e in inalatori da 120 dollari ciascuno.
I terroristi dell'11 settembre, invece, stanno a Guantanamo, dove godono delle più moderne strutture ospedaliere, con un rapporto di 1 medico ogni quattro pazienti.
Per questo Moore si imbarca con alcuni degli "eroi" dimenticati dal loro Paese e va a Guantanamo, invocando col megafono assistenza medica per i volontari dell'11 settembre, che non chiedono nulla di più che di essere trattati alla pari dei terroristi.
Naturalmente è solo una provocazione. Quindi si parte per Cuba, il Paese dei comunisti brutti, sporchi e cattivi, il Paese dei nemici, dove però, esattamente come in Canada, in Inghilterra e in Francia (Paesi nei quali si svolge una buona parte dell'inchiesta), l'assistenza sanitaria è ottima e soprattutto gratuita.
Gli inalatori non costano 120 dollari, ma, dietro prescrizione medica, il corrispondente di 5 centesimi. E gli ospedali non solo sono gratuiti, ma anche altamente specializzati, tanto che ai volontari dell'11 settembre vengono finalmente diagnosticati per bene i mali da cui sono affetti e vengono prescritte le cure utili a stare meglio. Quello che a causa del bruxismo era rimasto senza denti, se ne torna a casa con una perfetta e brillante dentatura che in America nessuno gli avrebbe mai più reso.

Tutti felici e contenti, dunque?
E invece no: sui volti di queste persoone si legge lo stupore, la delusione, il tradimento subito da un Paese in cui hanno creduto e nel cui nome sono stati pronti a rischiare e a perdere la propria salute.
Una di loro piangeva... nessuno potrà regalarle i polmoni funzionanti di una volta, ma, quel che è peggio, nessuno potrà restituirle la fiducia in qualcosa in cui non potrà credere mai più.
Rolleyes di Frammenti
   
lara

Gli strani viaggi di Lara Croft

Racconto semifantastico delle avventure di una forumista.

Il diritto di replica
(dodicesima puntata)

Da quando era stata inaugurata la Gossip farm, apparve abbastanza chiaro che Snerva era il soggetto pericoloso da tenere assolutamente, e con ogni mezzo, alla larga dalla redazione.

Per un po' di tempo rimase tutto tranquillo, ma Snerva non avrebbe mai mollato, e lo capimmo ancora meglio una mattina.
Sulla parete interna della redazione, campeggiava una gigantesca scritta rossa (di quelle realizzate tramite bombolette spray):

VECCHIA ACIDONA CULONA BRUTTONA FASCISTONA DAMMI IL DIRITTO DI REPLICA!!!

Garbury era fuori di sè, non riusciva a capire come Snerva avesse fatto ad eludere la sorveglianza, penetrando indisturbata, e probabilmente notte tempo, in redazione.
Lara: - Vabbè, dai... forse aveva qualcosa di importante da dire. - cercai di minimizzare io, ma Garbury mi incenerì con lo sguardo.

Garbury: - Tu credi? Farcita, prendi il sacco! - le ordinò indicando la porta di un piccolo sgabuzzino. Farcita ne venne fuori trascinando a fatica un enorme sacco, di quelli usati dalle 'poste italiane' per raccogliere la corrispondenza.

Snerva aveva mandato migliaia di lettere e di e-mail, così tante che avrebbero potuto coprire l'intera superficie del mar Mediterraneo.

Pescai all'interno del sacco e ne lessi qualcuna: 'Vecchia cafona!' - 'Culona bruttona, smettila di insultarmi' - Camin vattin - Vai a raccogliere i cartoni... roba tutt'altro che importante e urgente. Ne trovai soltanto una un po' diversa dalle altre, e recitava così: - Garbury è un uomo. -

Lara: - Beh, se non altro, in un caso ha rinnovato il repertorio! - Commentai vagamente divertita.
Garbury: - Non so cosa ci trovi di divertente, Lara! - sbottò risentita.

Lara: - Ed io non capisco perché tu te la prenda tanto. La conosciamo ormai Snerva. - replicai facendo spallucce.

Garbury: - No, tu forse non ti rendi conto della gravità della cosa! Le mie palle le ho potute mettere al sicuro, ma non posso fare la stessa cosa con il mio SISTEMA NERVOSO! - tuonò con gli occhi quasi fuori dalle orbite.

Farcita: - Che cosa vuoi fare? Denunciarla? Se vuoi, la cerco e la prendo a schiaffoni! - si offrì, facendo scricchiolare le ossa delle dita.

Garbury disse che non poteva denunciarla, dato che non aveva alcuna prova che fosse stata proprio lei ad introdursi alla Gossip farm; e che schiaffeggiarla non avrebbe risolto il problema.

Affermò che bisognava prendere delle misure drastiche, da quel momento in poi, soltanto noi tre avremmo potuto accedere all'edificio, grazie a dei tesserini da inserire in uno scanner elettronico. Avrebbe inoltre fatto installare delle telecamere di sorveglianza, oltre a tanti altri piccoli accorgimenti atti ad impedire ogni accesso a Snerva.

Nonostante ciò, qualcosa mi diceva che Snerva non si sarebbe arresa, ma allontanai frettolosamente quel pensiero, convincendomi che non ci fosse nulla di cui preoccuparsi davvero.

Qualche sera più tardi, dopo esser tornata a casa, volevo controllare alcuni miei appunti riguardo al prossimo tempio che intendevo visitare, ma mi accorsi con orrore di non avere con me il mio zainetto. Feci mente locale, e ricordai di averlo lasciato alla Gossip farm.

Guardai il grande orologio a pendolo appeso in salone, era mezzanotte passata, avrei anche potuto tornare a prenderlo l'indomani mattina, ma dato che non avevo ancora sonno, mi decisi ad uscire, in fondo si trattava di pochi minuti di strada; così indossai un giubbino di pelle nera e saltai in sella alla mia moto.

Arrivata alla Gossip farm, entrai usando il mio tesserino, avendo cura di disinserire l'allarme in ogni settore che attraversavo.

 Raggiunsi la redazione e la mia scrivania, lo zainetto era poggiato proprio lì sopra, lo afferrai con un sospiro di sollievo e controllai che al suo interno non mancasse nulla; non feci neanche in tempo a richiuderlo che udii un rumore, pensai di averlo immaginato, ma poco dopo mi resi conto che era reale:qualcuno si era introdotto in redazione.
 Spensi la luce, afferrai lo zainetto, mi nascosi accanto alla porta, e con la mano libera afferrai una delle mie pistole che, fortunatamente, avevo portato con me.

Non appena la porta si aprì, balzai fuori puntando la pistola contro l'intruso e...

AAaaaaaaaaaaaah! - in quel momento mi ritrovai a fissare gli occhi neri di una Snerva spaventatissima.

Snerva: - Ma sei matta? Abbassa quella pistola! Si può sapere che ci fai tu qui?! -
mi chiese in tono ostile.
Lara: - Potrei chiederti la stessa cosa. - risposi riponendo la pistola nella fondina.
Snerva cominciò ad inveire contro di me dicendomene di tutti i colori:
- Sei una cafoncella, cattivona! Non ti permettere mai più di insultarmi! Tu e quella vecchia acidona, e quell'altra cafoncella perlata... - e pareva non avere alcuna intenzione di fermarsi.

Lara: - Ok, ok! Basta! Sta' zitta un attimo, cazzo! Non possiamo restare qui, ce ne dobbiamo andare e... - mi bloccai, in quel momento mi ricordai di aver disattivato tutti i sistemi di sicurezza a parte le telecamere.
Lara: - Dannazione! Le telecamere avranno ripreso tutto. - commentai infastidita.
Snerva: - Cosa? No! Ho usato questa. - annunciò mostrandomi una bomboletta spray.
Lara: - Panna montata? Hai spruzzato della panna montata sulle telecamere?! -
chiesi in tono contrariato, ma in realtà trovavo la cosa alquanto comica.
Snerva: - Ehm... me la sono ritrovata in borsa per caso, l'ho presa al posto dello spray urticante da usare contro i malintenzionati. - spiegò con un pizzico di imbarazzo.
Lara: - Va bene. Ci penserò io a risolvere. Poi però vieni via con me, ok? - in quel momento osservai meglio Snerva, indossava un abito nero lungo, con delle paillettes dello stesso colore applicate sul bordo della scollatura, portava scarpe col tacco, e in testa aveva un'acconciatura con strass. Di sicuro non era l'abbigliamento adatto per introdursi di nascosto in un edificio.
Lara: - Ma... come ti sei conciata? - le chiesi fissandola dalla testa ai piedi con espressione perplessa.
Snerva: - Sono appena andata a ballare. E' stata una serata magnifica! In balera ho incontrato anche il mio Regry! - esclamò sorridendo con aria sognante.
Lara: - Regry??? Ah! Il giudice Regresso. E non potevi concludere la seratina romantica a casa sua, invece di venire qui? - chiesi scuotendo la testa.
Snerva: - Sono qui per scoprire se ho ragione! - e quando io la guardai con aria interrogativa rivelò:
Snerva: - Sono sicura che Garbury è un uomo, e volevo trovare le prove! - concluse in tono determinato.
Lara: - Ma che dici? Si vede che è una donna. - risposi con una certa sicurezza.
Snerva: - Ci metteresti la mano sul fuoco? Una che scrive cose così schifose e volgari non può essere una donna. E poi, sai quante persone vengono scambiate per donne vere e poi c'hanno la sorpresina? - spiegò con convinzione.
Dovetti ammettere con me stessa che il suo discorso aveva un senso, in quel momento mi venne in mente uno strano particolare: quando Garbury andava in bagno si faceva sempre accompagnare, mano nella mano, da Farcita. Mi chiesi se quella bizzarra abitudine avesse a che fare con ciò che sosteneva Snerva.
Un istante dopo mi decisi a tornare alla realtà, senza più dar peso alle sciocchezze di Snerva, che lo fossero o meno, in quel momento era importante portarla fuori di lì, e fare in modo che Garbury non si accorgesse di nulla.
Snerva però non voleva saperne di seguirmi, cominciò a fare un sacco di storie, così tirai fuori un paio di manette dallo zaino e legai il suo polso al mio.
Lei inizialmente protestò, poi si rese conto che non aveva scelta: doveva fare ciò che volevo io.
Snerva: - Ma queste le usi nelle tue missioni? - mi domandò riferendosi alle manette.
Lara: - No... queste le uso in altro tipo di situazioni. E non chiedermi altro. - tagliai corto.
Ma Snerva ricominciò con la storia del diritto di replica, mi rovesciò addosso tante di quelle parole che alla fine decisi di proporle un accordo.
Le avrei dato io il tanto agognato diritto di replica: le promisi che il giorno dopo sarei andata nel suo negozio di profumi ed essenze, e lì avrebbe potuto prendersi tutto il diritto di replica che desiderava. Accettò seppur storcendo il naso.
Mi premurai di pulire la lente delle telecamere con un fazzoletto, non prima di aver smanettato con il mio portatile, in modo che venissero registrate solo le immagini dei corridoi vuoti, senza che venisse segnalata la presenza mia e soprattutto di Snerva. Una volta che ebbi concluso il lavoro, le raccomandai di non presentarsi più alla Gossip farm, che per quella volta c'ero io ad aiutarla, ma se ce ne fosse stata una prossima, niente avrebbe impedito a Garbury di denunciarla.
Camminammo appoggiate ai muri, in modo che le telecamere non potessero riprenderci una volta riattivato il sistema, finchè non raggiungemmo l'uscita.
Quando ciò avvenne, liberai la mano di Snerva e la mia dalle manette, poi le dissi: - Non ringraziarmi, eh? - in tono ironico.
Snerva: - Non te lo meriti! Sei la tirapiedi di quella vecchiaccia acida di Garbury! -
disse in tono perentorio. Quindi mi voltò le spalle e si allontanò. Continuai a guardarla per qualche secondo sorridendo lievemente: anche se lei non l'avrebbe mai creduto, in fondo Snerva mi stava simpatica.
Con quel pensiero che sfumava lentamente, salii sulla mia moto, diedi gas e mi diressi a tutta velocità verso casa.
(contimua)
Lara Croft di Frammenti
Nel prossimo numero   IL TRIANGOLO NO!

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