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Numero 9 del 13 marzo
2010
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(dalla
prima pagina)
RICORDO DI AYRTON SENNAParlare di
Ayrton è semplice e difficilissimo, come quando pare che quel 1 maggio
fosse ieri mentre a volte sembra accaduto una vita fa. Una grande
medicina per i cuori che hanno palpitato per lui, fuori e dentro le gare
automobilistiche, sono i libri, le foto e i filmati che, come una
illusoria macchina del tempo, ce lo restituiscono per un pò, facendocelo
sentire ancora vicino.
Ognuno di noi ha un sensazione differente del suo ricordo, ma trovo che
Ayrton possa considerarsi come un grande fiume verso cui, tutte le
persone che lo amano e ammirano sinceramente tuttora, confluiscono nel
suo pensiero e nel suo ricordo da situazioni e contesti molto vari.
Tutti noi conosciamo bene l’importanza che Ayrton nutriva per la fede in
Dio; ne parlava con trasporto, ma senz’ombra di fanatismo, riconoscendo
che la dimensione e l’intensità del rapporto che ogni persona ha con la
propria controparte divina è un fatto intimo. Alcune sue citazioni
rispecchiano le affermazioni precedenti
“È tutto molto soggettivo, nel campo della fede, e
può anche essere discutibile. Io dico che ho sempre ottenuto tutto ciò
che ho chiesto. Ho sempre avuto salute e un’incredibile armonia nella
mia famiglia. Ho sempre avuto la felicità come caratteristica costante
della mia vita. Ho fatto e faccio ciò che mi piace sia come hobby e come
professione”.
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“So che tutto è nelle sue mani. So che tutto sarà
risolto a suo tempo. Ne sono certo”.
“Io leggo la Bibbia continuamente. È questo il mio principale sostegno”.
“La Formula 1 per eccellenza, è la corsa della vita di ognuno, se tutto
finirebbe in un buco sotto due metri di terra per come sostengono molti,
sarebbe una corsa perduta, ma se tutto finisce in paradiso per come Gesù
ha promesso a tutti i credenti, allora è una corsa vinta”.
“Per quanto mi riguarda l'importante è essere in pace con se stessi. Il
modo per trovare questo equilibrio per me passa attraverso la fede in
Dio. Lui mi dà la forza e ci ha dato la vita, un dono che siamo
obbligati a conservare con cura. Leggendo la Bibbia ho avuto
l’impressione che Dio parli con noi. Ho sperimentato la presenza di Dio
sulla terra. Se vado in chiesa, ci vado solo con me stesso e mi piace
essere lì da solo. Io trovo più pace, in questo modo”.
Alla luce di queste parole, scoprire che egli concretizzava nella vita
di ogni giorno ciò che asseriva non è un fatto scontato. Al mondo molte
persone che detengono effettivamente una parte del potere di cambiarlo
per renderlo un posto migliore dove vivere, spesso decidono di non
mettersi in gioco. Egli aveva invece compreso l’importanza che ogni
persona potesse avere a disposizione una chance per esprimersi e
sviluppare la propria personalità e per i bimbi in particolare ha sempre
avuto un occhio di riguardo. |
Da uomo concreto e determinato iniziò a gettare le basi di un progetto
che gli stava particolarmente a cuore, che, per mezzo della sua immagine
vincente nel mondo, potesse permettere a moltissimi ragazzi e ragazze
del suo Brasile di avere una istruzione e una base solida su cui
sviluppare la loro vita futura
“Non potrai mai cambiare il mondo da solo. Però puoi dare il tuo
contributo per cambiarne un pezzetto. Quello che faccio davvero io per
la povertà non lo dirò mai. La Formula 1 è ben misera cosa in confronto
a questa tragedia. Il nostro successo più grande è amare gli esseri
umani”.
“Le cose ti riportano alla realtà di quanto tu sia fragile; ad un certo
momento stai facendo qualcosa che nessun altro è capace di fare. In
quello stesso momento sei visto come il migliore, il più veloce, ma sei
enormemente fragile. Perché in un piccolo secondo, è tutto finito”.
“I sentimenti sono il combustibile della vita, la benzina con la quale
tutti cerchiamo la motivazione. Perciò le lacrime sono un privilegio:
nel mondo di oggi tante persone non sono mica capaci di piangere...”
E da persona concreta, Ayrton comprese fin da piccolo che se desideri
con intensità raggiungere un obiettivo devi impegnarti al
massimo per ottenerlo; il racconto della sua |
prima gara in kart sull’asfalto bagnato
è emblematico della sua personalità e della determinazione che
profondeva per riuscire a cogliere la meta prefissata. Appartiene alla
leggenda il racconto del TChe che inondava la pista artificialmente per
permettere al suo giovane pupillo di fare esperienza e prendere
confidenza con l’asfalto umido fin quando fu in grado di padroneggiare
il mezzo anche in condizioni di scarsa aderenza. “Aiutati che il cielo
t’aiuta” potrebbe essere il motto che riassume le diverse angolazioni
del pensiero di Ayrton: la fede in Dio che presiede tutto ciò che accade
attorno a noi e il sacrificio personale necessario a raggiungere i
traguardi prefissati.
Sono privilegiato,ho avuto una vita molto bella, ma tutto quello che ho
ottenuto dalla vita,l’ho guadagnato con l’impegno e il desiderio
fortissimo di raggiungere i miei obbiettivi, di vincere, intendo nella
vita, non come pilota”.
“A tutti voi che avete avuto o state vivendo questa esperienza,
lasciatemi dire che chiunque siate nella vita, che vi troviate al
livello più alto o al più basso, dovete possedere forza, determinazione,
e fare qualsiasi cosa con amore e con un profondo rispetto per Dio.
Un giorno, raggiungerete il vostro obbiettivo e avrete successo”.
“L’importante è avere rispetto reciproco. Solo il rispetto può mantenere
la correttezza |
nel rapporto, sia professionale che umano
Quando non c’è
rispetto non esiste più nulla.”
“Si possono vedere lati positivi anche nelle situazioni negative ed è
possibile utilizzare tutto come esperienza per il futuro.”
Permettetemi di concludere con una nota personale, legata proprio a
quest’ultima frase citata che per me ha un valore immenso e posso
certamente asserire che la mia vita le è debitrice, come lo è anche nei
confronti di Ayrton. Forse oggi sono vivo grazie a queste parole che mi
illuminarono la via per uscire da un abisso di disperazione in cui caddi
alcuni anni addietro.
Le sue parole e il suo esempio mi spronarono a
cercare una soluzione che pareva non esistere e che trovai con l’aiuto
di Dio, in cui, come Ayrton, credo fermamente, pur non essendo
cattolico.
Obrigado Ayrton
“
Claudio
Ayrton Senna Estrela
(segnalato da Zampys di
Anna Tatangelo fan forum) |

(dalla prima pagina) |
Bella la scenografia, autoironica la Clerici.
Andiamo a parlare dei partecipanti.
Povia,
dall'innocenza dei bambini e le confusioni sessuali di Luca fino ai dubbi
sulla "convinzione di avere LA VERITA'". Ha iniziato a riempire fiumi
d'inchiostro su carta stampata dividendo ancora una volta il pubblico, tra chi
lo ha visto un sensibile cantautore impegnato e chi uno sfruttatore di casi
umani come quello della Englaro. Dove sarà LA VERITA'?
Morgan, il grande assente. Probabilmente voleva far parlare di sè col piglio di
artista maledetto Bowieano dichiarando di usare cocaina come antidepressivo, ma
la situazione gli è sfuggita di mano. Mi è dispiaciuto vedere un artista così
eclettico e deciso fare la pecorella smarrita dopo l'esclusione. Qui ha mostrato
l'enorme differenza che ha con i suoi colleghi anglosassoni. Non ha avuto LA
SERA che voleva. Non male però, a Sanremo vale il detto di Oscar Wilde "Nel bene
o nel male, purchè se ne parli".
Malika Ayane in punta di piedi, come foglia, con lo stile di una leggiadra ombra
si è detta "RICOMINCIO DA QUI", dopo il successo ottenuto lo scorso anno grazie
ad una notevole interpretazione raffinata. Vince meritatamente il premio della
critica.
Sull'onda delle sorelle bandiera, mantenendo il suo solito stile fuori dal
tempo, Arisa si fa accompagnare dalle Sorelle Marinetti in un delizioso
ritornello che inneggia all'eternità dell'amore. Il suo successo potrebbe finire
MALAMORENO'.
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Toto Cutugno si dichiara emozionato come un debuttante, ma sembra cantare già
con la consapevolezza di non poter far volare i suoi stanchi AEROPLANI. Beh, uno
come lui conosce più di tutti forse la macchina-Sanremo.
Nino D'Angelo va. Esorta questo "Jammo jà", senza far capire di preciso in quale
direzione volesse andare se non in quella che decanta i sacrifici dei
meridionali scendendo nella banalità più assoluta, purtroppo. Non va però solo
in questa direzione, ma anche in quella di "Masaniello", a suo dire, che
definisce "una chiavica" un brano in cui partecipa un Savoia.
Eh sì,
Pupo è un giocatore d'azzardo, lo sanno tutti ed ha ben giocato le sue
carte chiamate principe Emanuele Filiberto Di Savoia (che moriva dalla voglia di
dichiarare al mondo e a Dio ITALIA AMORE MIO) e il tenore Luca Canonici. Tra
fischi, pregiudizi, polemiche, sentimentalismi, luoghi comuni, tifo calcistico e
patriottismo, la canzone ottiene il podio arrivando al secondo posto e
suscitando vari sentimenti, dalla rabbia, al consenso, fino alla pietà.
Irene Grandi passa al festival come LA COMETA DI HALLEY, riuscendo a portare una
"Bruci la città - atto II" dopo che il primo fu erroneamente bocciato qualche
anno fa dalla commissione. Inutile però ripropinarla dopo il tormentone estivo.
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Quella di
Fabrizio Moro NON E' UNA CANZONE, ma una denuncia di un ragazzaccio
dai buoni sentimenti che però non convince appieno. Lontani i tempi di "Pensa".
I Sonohra hanno ancora bisogno di maturare se non vogliono rivolgersi solo a
qualche BABY.
 Enrico Ruggeri forse sarebbe potuto essere la punta di diamante in questo strano
festival, ma aspettando LA NOTTE DELLE FATE che non è arrivata, ha dovuto far
ritorno a casa sua. Un brano che non si accende e scade nella banalità
purtroppo.
I rene Fornaciari riesce con grande umiltà, talento e con l'aiuto dei Nomadi, a
cantare tra i big chiedendosi perchè IL MONDO PIANGE. 'A Irè, la tua è una bella
canzone, ma la risposta alla domanda è già nel festival.
 Noemi, rivelazione di X-Factor. Voce particolare con toni insoliti avrebbe
ricordato una meritata vittoria "PER TUTTA LA VITA", ma resta comunque la
vincitrice morale. Visti i consensi unanimi.
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Marco Mengoni, un altro talento made in X-Factor, tra vocalizzi strani ,
dichiarazioni fatte e ritrattate e accuse di plagio implora un CREDIMI ANCORA.
Ha la stoffa per essere un talentuoso "re matto".

Eccoci al vincitore.
Valerio Scanu, per il secondo anno una creatura sarda di
Amici, PER TUTTE LE VOLTE CHE ci sarà una vittoria così discussa, la tavola
imbandita sarà sempre più grande. La canzone è carina e Scanu invita anche alla
curiosità per la geografia ed il giro del mondo facendo notare come sia
possibile fluttuare in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Il testo fa sorridere.
Da un talent proviene anche il vincitore della nuova generazione,
Tony Maiello
che dopo il duro lavoro a seguito di X-Factor ha finalmente raccolto dei frutti
senza arrendersi pur spiegandoci IL LINGUAGGIO DELLA RESA.
MENO MALE che c'è
Simone Cristicchi! In questo Sanremo pieno di verità, bugie,
comete, patriottismo e sentimentalismi affronta il tutto con geniale follia e
goliardia, ma allo stesso tempo con saggezza " la verità è come il vetro che è
trasparente se non è appannato. Ma per nascondere quello che c'è dietro basta
aprire bocca e dargli fiato!"
Sanremo è così. Sarkonò Sarkosì.
Moonpaint
diLa
soffitta 2000
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CHIACCHIERE DA FORUM |
TORTA PHILADELPHIA E ZUCCHINE
INGREDIENTI:
1 confezione di pasta brisèe (MANCA NELLA FOTO
)
7/8 zucchine
200 grammi di philadelphia
3 uova
due manciate di parmigiano
grattugiato
olio
sale & pepe

PROCEDIMENTO:
Tagliate a rondelle le zucchine
e fatele rosolare per qualche
minuto in una padella con
l'olio.
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Nel frattempo mescolate le uova
con il parmigiano, il
philadelphia, il sale e il pepe

aaagiungete le zucchine e
mescolate bene.

Rivestite con la pasta brisè una
tortiera,
bucherellate il fondo,

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versate il composto e rigirate i
bordi.

Spennellate con il latte e
infornate per 40 minuti a 180°.

Buonissima sia calda che
fredda!!!

Kassiopeab di
Cucinallegra.
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Se questo è un uomo.
Stamattina sono stato attirato in soggiorno dalle esclamazioni concitate di
mia moglie che pareva litigasse con qualcuno.
Nella camera c'era lei sola e stava litigando... Indovinate... Col televisore.
Ma appena mi ha visto entrare mi ha aggredito: "Voi uomini fate proprio schifo!"
Preso alla sprovvista non ho saputo cosa risponderle. Non ricordavo di aver
fatto nulla di particolarmente riprovevole dopo l'ultima avventura in cucina:
volevo fare gli spaghetti con le cozze e, avendo buttato le cozze intere
nell'olio bollente, le avevo tappezzato la cucina di schizzi d'olio.
Ma credevo che la cosa fosse ormai superata.
Poi mi sono reso conto che si trattava di un'invettiva generica: era in onda
"Forum" e si discuteva una questione tra due coniugi:
Lui era stato ammalato ai reni e, per sette anni, era stao sotto dialisi,
amorevolmente accudito dalla moglie.
Poi la moglie, in un estremo atto d'amore o di stanchezza (questo non si sa),
gli donò un rene e, in conclusione, perse rene e marito: l'uomo, finalmente
guarito, decise di riprendersi la sua vita e, lasciata molgie e figli, se ne
andò.
In queste trasmissioni non si sa mai se si tratta di fatti realmente accaduti
o
di pura fiction. Ma quella che era veramente reale, era l'arrabbiatura di mia
moglie.
Ora io mi pongo una domanda: un individuo che si comporta così è un uomo?
E, se questo è un uomo, devo vergognarmi anch'io?
Solitario da
Il Villaggio.
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I Confederati
         
         
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