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il CORRIERE FEDERALE |
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| Organo periodico di informazione della FEDERAZIONE | ||
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| PROVENZA II PARTE | |||||
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Riprendiamo il viaggio
per arrivare niente di meno che… ad Avignone!
Non si può parlare di Avignone senza ricordare l’avvenimento che ha
trasformato la storia di questa città: il trasferimento, dal 1375 al
1378 del Papato di Clemente V che volle andare in Provenza perchè a Roma
“l’aria era malsana”. Il Ponte St. Bénézet |
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Secondo una leggenda nel 1177 il giovane Bènézet vide un angelo che gli
ordinò di costruire un ponte sul Rodano. Non stupisce che il ragazzo venisse considerato folle, visto che in quel punto il fiume è largo 800 metri. Snobbato dalle autorità civili e religiose, riuscì a convincere la popolazione a finanziare la costruzione del ponte spostando da solo enormi pietre. Il gesto "miracoloso" convinse molti volontari ad aiutarlo: nel giro di 8 anni il ponte sul Rodano divenne realtà. Distrutto più volte e ricostruito, venne definitivamente spazzato via da una piena del Rodano durante il XVII secoli. Resta questo spezzone molto scenografico, sotto il quale si trova la cappella St. Nicolas, molto singolare perchè costruita sotto in stile romanico e sopra in stile gotico dedicata a St. Bénézet. Oggi il ponte è il simbolo di Avignone e come il Palazzo dei Papi, considerato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Il Palazzo dei Papi è il simbolo dell’influenza della chiesa sull’Occidente Cristiano nel XIV secolo. Edificato a partire dal 1335, in meno di vent’anni, è soprattutto opera di due papi, Benedetto XII ed il suo successore Clemente VI. |
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Il monumento costituisce il palazzo gotico più importante del mondo, (15.000 m2
di pavimento, ossia in volume 4 cattedrali gotiche), e presenta al visitatore
più di venti luoghi, teatri di eventi di risonanza universale, con inoltre gli
appartamenti privati del papa ed i loro favolosi affreschi eseguiti dall’artista
italiano Matteo Giovannetti. La sua costruzione si divise in due fasi principali: Palais Vieux (Palazzo Vecchio) e il Palais Neuf (Palazzo Nuovo). Il Palazzo Vecchio venne edificato dall'architetto Pierre Poisson di Mirepoix secondo le indicazioni di Papa Benedetto XII che fece costruire un grande edificio con le quattro ali fiancheggiate da alte torri e pesantemente fortificate. In seguito sotto i papi Clemente VI, Innocenzo VI e Urbano V, il Palazzo Vecchio fu ampliato, si formò il Palazzo Nuovo e vennero aggiunte nuove torri, una Cappella Grande lunga 52 metri, e fu completato il cortile principale con nuovi edifici. |
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Ciò che stupisce sono le enormi dimensioni dell'edificio che
si calcola ricevesse ben 650.000 visitatori l'anno. Al suo interno, oltre allo
spettacolo dei favolosi decori degli appartamenti privati del papa, potete
ammirare numerose esposizioni, o assistere a concerti e rappresentazioni
teatrali. ![]() |
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La
via più caratteristica del centro storico di Avignone è Rue de
Teinturiers, la via dei tintori che qui producevano i tessuti
provenzali con motivi provenienti dall'India e portati durante le
Crociate, per questo chiamate Indiennes.La via è molto pittoresca: fiancheggia il fiume Sorgue e ha un pavimento in ciottoli ombreggiato da platani. Alcune delle grandi pale che facevano funzionare le fabbriche sono ancora visibili. Alla fine della strada c'è il Campanile dei Cordiglieri in cui, si dice, sia stata sepolta Laura, la donna amata da Petrarca . ![]() |
COSA ACQUISTARE Dalla
Provenza possiamo portare come souvenir oltre all’immancabile lavanda,
spezie profumate da comprare nei mercatini, ceramiche tipiche tra cui cicale di ogni colore e dimensione, capaci di “cantare” al minimo movimento…, saponi artigianali tra cui quello di Marsiglia ![]() ed i tipici tessuti provenzali, le allegre tovaglie, trapunte, cuscini…di tutto e di più. ![]() |
COSA MANGIARE La cucina provenzale si differenzia in maniera abbastanza netta da quella del resto della Francia. La concomitante presenza del Mediterraneo e delle montagne hanno infatti dato luogo ad una gastronomia in cui i profumi delle spezie e dei frutti di mare si mescolano a quelli del latte e dei formaggi caprini. Una gastronomia in cui l'aglio e l'olio d'oliva sono il motivo ricorrente e della quale le numerose "erbe di Provenza" rappresentano lo spirito. In un certo senso potremmo affermare che la gastronomia provenzale riflette lo stile di vita degli abitanti di questa regione che mescola la "territorialità" mediterranea al tradizionale "savoir vivre" francese. La pissaladiére è uno dei prodotti più noti e al tempo stesso caratteristici delta cucina provenzale. Nella
composizione e nella forma la pissaladiére ricorda da vicino diverse
preparazioni della cucina ligure e della cucina mediterranea in
generale.E' infatti una sorta di "pizza bianca" in cui il pomodoro è sostituito da una gustosa crema di cipolle a cui vengono aggiunti del formaggio grattugiato e delle erbe di Provenza. Il nome del piatto deriva da "pissala", una pasta di acciughe e sardine che un tempo si aggiungeva alla crema di cipolle nella composizione del piatto. |
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Un'altro
piatto caratteristico sono i Beignets de sardines, ottenuti
friggendo nell'olio bollente filetti di sardina avvolti da una densa
pastella di farina, birra e chiara d'uovo montata a neve.La costa della Provenza poi è una miniera di pesce e frutti di mare: pesci di ogni tipo, acciughe, cozze, ostriche, ricci di mare e gamberi sono i protagonisti della tavola di mare. Le ostriche e le cozze sono così diffuse che esistono bar e ristoranti che offrono solamente Huitres, moules, e champagne. La
summa della cucina provenzale di mare è la Bouillabaisse, una
zuppa di pesce che secondo gli estimatori raggiunge la perfezione se
cucinata nella zona di Arles.La bouillebaisse è una zuppa di pesce, sulla cui composizione ognuno ha una propria idea: tutti però sono daccordo sul fatto che ci vogliono rana pescatrice, triglia, anguilla, pomodoro e zafferano. Si serve prima il brodo di pesce e poi il pesce, che si accompagna con crostini e rouille, una maionese piccante al peperoncino. Verso l'interno è la carne che spadroneggia. L'agnello della zona del Luberon è considerato uno dei migliori al mondo. Gli stufati, i daubes, cotti anche per otto ore di fila e tirati maestosamente con il vino rosso locale sono una vera delizia. |
Ancora, sono da citare la Soupe au Pistou,![]() la Daube Provençale (stufato di manzo), ![]() |
il Boeuf-gardian
(stufato di carne di manzo tipico della
Camargue),![]() la ratatouille (verdure varie stufate a vapore), ![]() |
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l'Aigo-boulido
(zuppa di erbe, aglio e uova) e l'Aïoli,
una crema di aglio, olio d’oliva e sale da mangiare come antipasto.![]() |
Tra i dolci, oltre i già citati calissons, il nougat, torrone a
base di mandorle miele e frutta,![]() |
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