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Direttore irresponsabile Solitario vai a pagina 2 vai a pagina 3 Anno II numero  6 del 22/04/2011

                    CREDETE IN DIO? 

Cappella Sistina. La Creazione di Adamo.

creazioneInnanzitutto è incanto, perché offre molto di più. Molto più di quanto si possa afferrare solamente guardando.
Innanzitutto.

E’ che ti lascia intravedere l’istante non dipinto, l’istante appena
precedente di una Creazione Suprema.
E, dove vuoi tu, una manciata di
polvere.
Poi ti lascia udire il Vento, un Vento da est che non puoi proprio ignorare perché
soffia gagliardo e con una strana ironia, che diresti quasi Onnipotenza.

Se ce la fai a non abbassare troppo in fretta lo sguardo ci senti anche la Musica, che potresti definire una sinfonia di Beethoven, ma... Bisogna che fuori non piova, e che il tuo intorno non sia troppo affollato.

E la Creazione va in scena.

Creazione.
Non un restauro, una trasformazione: e nemmeno una nascita. Capolavoro dalla polvere. Novità della novità. Bellezza mai vista.
Lo stupore appena disorientato di un Corpo che diresti perfetto, investito dalla Vita senza più possibilità di scampo, in attesa di qualcosa che non potrà più essere che Movimento.

Ecco perché c’era senz’altro Musica. E ovviamente Vento. Da est.

E tutto questo è già dentro due mani che si sono appena toccate, e che già si allontanano.
O meglio: una mano si allontana, mentre l’altra brama ancora, nella tensione del desiderio. Desiderio rinnovato per ogni attimo dell’Universo, che resterà in sospensione per sempre tra Anima e cuore.

E, presto, quel Vento beffardo dell’est porterà via quel Dio così bello, lo riporrà di nuovo nell’ogiva perfetta dell’Eternità che non ha bisogno di Creazione.
Quel Dio che sta per
soffiare un ultimo Dono… che tra un attimo, nel prossimo istante non ancora dipinto, completerà il mondo. Una Donna, La Donna è già dentro il sogno di un abbraccio e sta per essere compimento del sesto giorno.

Ma il presagio di quel che sarà, la tragedia dell’Universo, la nostalgia perpetua di un capolavoro
deturpato sembra aleggiare nel livore sordo dello sfondo, nella fuga affrettata del Vento che non si sa più dove soffierà…

Ovviamente molto di più. Ma devo sempre fare i conti con le parole rimaste fedeli. Le parole ammutinate per ora sono perse. Magari torneranno.

E voi… credete in Dio?

Guglielma da Nessun dorma                                

saio  
      La preghiera che ci salverà
                 di Alessandro Oresti

Tutte le sere, alle 9 in punto, il Fratello Maggiore entra nell'Ultima Stanza.
Ed è qui dentro che, nel silenzio più assoluto, può officiare il Rito conclusivo della giornata.
L'Ordine non chiede altre pratiche formali ai suoi eletti.
Per tutta la giornata, l'unica occupazione, l'unico pensiero nella mente dei fratelli della confraternita, deve essere il lavoro.
Il lavoro in tutte le sue forme.

Sin dalla sua fondazione, nel lontano 1889, l'Ordine ha cercato di attuare una attenta e puntigliosa ricerca del Sapere in tutti i campi della conoscenza umana.
Così, nel corso degli anni, all'interno dell'ordine, è stato possibile, per i confratelli, esprimersi nei campi dell'arte e della scienza, e poi, man mano che questa faceva i suoi progressi, persino della tecnologia.
Si vocifera che l'Ordine sia dotato di sofisticatissime apparecchiature tecnologiche grazie alle quali è in grado, secondo modi e maniere assolutamente segreti, di ricattare persino i più potenti uomini della scena politica internazionale.

D'altra parte, la cosa in sè non dovrebbe neppure stupire tanto: sappiamo bene che la Chiesa ha sempre influito sulla storia dell'uomo, anzi possiamo tranquillamente affermare che il potere temporale del Papa è il più efficace a memoria d'uomo, è un potere in grado di sorvolare tutte le epoche storiche, tutti i cambiamenti che la sempre mutevole natura umana è in grado di subire nel tempo, un potere che rende la Chiesa, a tutti gli effetti, immortale.
Ma qui parliamo della Chiesa cattolica.
Chi ci dice che, invece, oltre al Papa, non ci sia sulla terra un altro uomo che, stando a capo di una precisa confessione religiosa, magari meno nota ai più, e quindi maggiormente confinata in segreto, riesca a tenere in scacco il mondo intero?
Forse è solo da questa considerazione che nascono i sospetti legati alle operazioni segrete dell'Ordine.

(continua a pagina 3)
uhu      La storia di Uhu.
              di Solitario

Mille e mille anni fa, in un posto indeterminato della Terra, quando l’uomo non era ancora in grado di controllare il fuoco, viveva Uhu.

Uhu era un bell’uomo: basso e robusto, con le spalle larghe, le braccia lunghe fino a terra ed un corpo virilmente villoso.

Aveva anche una qualità particolare: Era molto più intelligente della media di quel tempo. Purtroppo, come quasi tutte le persone molto intelligenti, non era portato alle arti marziali, alla caccia, e alle attività fisiche in genere. Era però un discreto pescatore e questo, insieme con il suo brillante intuito, gli permetteva di sbarcare decentemente il lunario pescando e dando buoni consigli al prossimo. Aveva quattro belle mogli, che riusciva a nutrire quasi tutti i giorni ed un numero imprecisato e variabile di figli. Uhu avrebbe potuto vivere tranquillo e relativamente felice, ma i tempi erano quelli che erano: Si stavano appena formando i primi agglomerati di uomini, costretti ad unirsi per difendersi dalle bande di predoni che, appena beccavano un uomo solo o comunque un gruppo meno numeroso, lo assalivano e, a colpi di clava, uccidevano tutti quelli che non riuscivano a scappare e li mangiavano.

Ma anche all’interno del gruppo la vita per Uhu non era facile: la sua scarsa aggressività lo rendeva vittima abituale dei più prepotenti: gli rubavano il pesce pescato, gli mangiavano qualche bambino che imprudentemente si allontanava dalle mamme, insomma glie ne facevano di tutti i colori.

E poi c’era Kukku.

(continua a pagina 3)


I sepolcri e lo struscio



sep1

Come è noto al Giovedì Santo la tradizione pasquale e la liturgia della Settimana Santa prevede che i fedeli vadano a visitare i sepolcri nelle chiese, che, secondo un’antica tradizione, devono essere almeno tre e sempre in numero dispari.
Questo rito viene comunemente indicato come il “giro dei sepolcri”, ma a Napoli (e a quanto pare in buona parte del Campania) si usa anche il 
termine struscio.
Una delle spiegazioni più plausibili che ho trovato circa l’origine del termine risale addirittura ad un bando del Settecento, quando a Napoli durante la settimana santa fu imposto (così come era già tradizione in Spagna) il divieto di circolare con cavalli e carri, divieto confinato successivamente poi, alla sola via Toledo. I fedeli, che in gran numero osservavano il rito
dei sepolcri, erano quindi costretti a circolare a piedi lungo la principale arteria cittadina. 
Visto il gran numero di persone, il passeggio era lento e si procedeva quindi strusciando (strisciando) i piedi lentamente sul selciato ed anche le stoffe ancora rigide dei vestiti nuovi indossati per l’occasione, strusciavano tra di 
loro producendo un suono sommesso.

sep2

presidentissima da Io e l'altra
Si, io credo

Non potrei spiegarmi altrimenti certe meraviglie della tecnica come le sinergie celesti, l'occhio prismatico di una mosca, il complesso equilibrio fisico e dinamico che fa di un uomo la macchina perfetta che e'.
Perfetta e perfettibile, dico esponendomi ai pernacchioni dei filosofi.
Non li ritengo frutto del caso, ecco. Ne' mi basta la teoria evoluzionistica, che accetto ovviamente, dal punto di vista meccanico.
Penso a Dio come a un grande sarto, un mastro di atelier proprio: uno di quelli che sceglie la stoffa, e il colore e la consistenza e prende le misure e ritaglia e sistema e pennella sulle forme del modello... e poi, pago di cotanto genio mostrato, si perde affidando ai garzoni di laboratorio, le rifiniture.
E se ne va per i fatti suoi.

(continua a pagina 2)

Io no

Fede non ne ho mai avuta eppure mi sarebbe sempre piaciuto perché, secondo me, i credenti veraci vivono molto più serenamente di chi non crede ad un accidente di niente.
Posso capire il punto di vista di Gio' ma quello che al limitatissimo occhio umano appare come una "meraviglia del creato" altro non è che una casualità di eventi, fugacissimi se rapportati al tempo infinito e fine a se stessi, che, ad un occhio meno limitato del nostro, potrebbero apparire delle schifezze immonde.
Pure le larve che si tramutano in vermi cadaverici debbono trovare meraviglioso il loro universo... ovvero un cadavere in putrefazione.
(a volte sono meno pessimista, devo aver visto troppi Bones)

Odalisca da Nessun dorma

Le mani
creazine1

Le mani di Dio e del primo uomo si incontrano in questa celeberrima "Creazione di Adamo" di Michelangelo, di cui ho scelto un dettaglio: le mani vicinissime l'una all'altra, le cui dita tuttavia non arrivano a sfiorarsi.
Il resto del quadro ha a che fare col rapporto tra Dio e l'uomo, dove, dicono quelli che se ne intendono, l'uomo è il figlio che attende un dono che gli spetta: si capirebbe dagli sguardi, dicono sempre quelli che se ne intendono.

(continua a pagina 2)

Io nemmeno

Vorrei credere in Dio, invece oscillo tra agnosticismo ed ateismo con netta prevalenza del primo.

Vorrei possedere la fede per accettare alcune cose che né il sentimento, né la ragione sanno spiegare...eppure, a volte, mi sembra di percepire un'entità o una presenza superiore in tutto ciò che é bello (non solo esteticamente eh, ché altrimenti si riprende la vecchia discussione :) )
Insel da Nessun dorma

Io...

finché ho sentito il desiderio di crederci, sì. Adesso, diciamo che Dio per me può stare in tutto ciò che non conosco.

Sise da Nessun dorma
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