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il CORRIERE FEDERALE |
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| Organo periodico di informazione della FEDERAZIONE | ||
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Numero 6 del 13 febbraio 2010 |
| TERZA PAGINA | |||
![]() SCRITTORI ESORDIENTI |
![]() ARCHEOLOGIA |
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![]() Guseppe Pasquali è nato nel 1980 a S.Secondo Parmense (PR) ed è da sempre appassionato di letteratura, storia, fantascienza, fantasy e tutto ciò che è legato alla creatività e all’immaginazione. Ama alla follia l’animazione giapponese, i manga e i videogiochi, sopratutto se provengono dal Sol Levante. |
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(dalla prima pagina) Scrittore amatoriale di racconti e moduli d'avventura per GDR, è anche appassionato di temi storici come gli Anni Ruggenti e la Guerra Civile Americana. Tutto questo nel tempo libero tra il suo lavoro come operaio metalmeccanico e l'impegno politico intellettuale. Qualcuno racconta che stia ancora cercando di laurearsi in Filosofia. Vive con i genitori a Fontanello (PR) insieme ai suoi adorati cani Yig-Sothoth e Zack. Ha pubblicato con 0111 Edizioni i primi 3 volumi della serie steampunk-vampiri "Lunar Memories", attualmente in prosecuzione e ha iniziato a pubblicare sul web la nuova serie fantasy-western “Crazy Rainbow Star!!” Il progetto di questo giovane scrittore è molto ambizioso: |
"...se c’è qualcosa che la letteratura fantastica sembra aver dimenticato (aiutata anche da un pubblico recalcitrante) è la valenza intellettuale di questa. Fantasy, fantascienza e letteratura fantastica in generis non sono tendoni da circo colorati dove saltimbanchi fanno divertire piccini e adulti che ritornano piccoli davanti ad un drago o dei robot che si trasformano tra mille esplosioni in 3D. Tolkien, Asimov, Lovecraft, Howard, Huxley, Lewis, Bradbury, Gibson, Sterling e via discorrendo troverebbero semplicemente rivoltante tale eutanasia inflitta alla narrativa fantastica che, vorrei ricordare, non deve essere relegata a mera lettura di intrattenimento". |
(dalla prima pagina) Poco dopo la prima metà del I secolo a. C. Veleia appare già in pieno sviluppo. La sistemazione del foro e delle sue adiacenze avviene tra la fine del I secolo a. C. e la prima metà del I secolo d. C. ad opera di magistrati e cittadini facoltosi. La basilica, che chiude il lato meridionale della piazza, è edificata da un duoviro, massima autorità cittadina, un altro duoviro ordina la pavimentazione del foro. Nella basilica, oltre a dodici statue rappresentanti per la quasi totalità membri della famiglia giulio-claudia, era collocata la Tabula Alimentaria, mentre un'altra iscrizione, recante il testo di una legge, era esposta nel portico. A sud-ovest del foro troviamo i resti di un edificio termale costituito da tre vani affiancati: erano, da sud, il calidarium, il tepidarium e il frigidarium. A sud del foro è collocato il quartiere residenziale meridionale. Il modello di abitazione più comune a Veleia è la domus monofamiliare di tipo italico con vani organizzati intorno all'atrio. Intressante esempio di tale modello abitativo è la casa detta "del cinghiale" dal soggetto del mosaico pavimentale che ornava il tablinum, luogo di riunione della famiglia. Risultano scarse le testimonianze funerarie finora rinvenute, che si limitano a sepolture a incinerazione indiretta, prevalentemente entro nuda terra. Il declino della città pare non sia avvenuto in modo repentino, ma sia stato la conseguenza di una progressiva emigrazione, causata da continui movimenti franosi. |
L'Antiquarium All'interno dell'area archeologica è allestito un Antiquarium, ospitato nella palazzina costruita come sede della Direzione degli Scavi dalla duchessa Maria Luigia. Nell'Antiquarium sono conservati i corredi funebri preromani dal sepolcreto a cremazione scoperto a nord-est dell'abitato romano e materiali rinvenuti sporadici nell'abitato. Si tratta di fibule, anelli, armille, borchie in bronzo, cuspidi di lancia, spade in ferro spezzate per motivi rituali, oltre a varie forme ceramiche. Al periodo romano rimandano, invece, le copie della tabula alimentaria traiana e della tavola bronzea contenente la lex de Gallia Cisalpina. L'Antiquarium contiene inoltre i reperti relativi alle sepolture a cremazione romane tra cui balsamari in vetro, lucerne e la preziosa patera baccellata in vetro murrino (imitazione in pasta vitrea della murrha, florite). Si segnalano inoltre una figura virile barbata in pietra locale, identificabile come una raffigurazione di Marsia, simbolo dell'autonomia cittadina, un tondo in marmo di lunense recante un'iscrizione con dedica alle Ninfe e alle Forze Auguste da parte di Lucio Granio Prisco - il magistrato che fece costruire la fontana presso cui pare fosse anticamente collocata l'iscrizione - e un mosaico policromo con maschera teatrale strappato nel 1762 da un ambiente del settore meridionale del foro. Rici da L'Angolo dell'Archeologo. |
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LETTERE AL DIRETTORE |
![]() Il romanzo d'appendice |
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Riceviamo e pubblichiamo: Oggetto
:il
villaggio e la federazione. |
Serpi, che a poco a poco, una per volta sparirono, comparvero un altro
paio di imbecilli totali, ma di scarsa pericolosità', tra cui un regista
ed una pseudo scienziata che si occupa di bigiotteria, ma sono svaporati
dopo poco pure loro. Ora di gentaglia ne rimane solo un paio, in due fora completamente deserti ed inutili, i cui rappresentanti alla federazione nei loro fora non ci scrivono manco più'. E questo di per se rappresenta un ostacolo insormontabile ad ogni tipo di collaborazione. Se ciò non bastasse è' l' ideologia stessa di appartenenza ad un forum che e' totalmente estranea al villaggio. Seguendo un po' le vostre peripezie vengo a sapere che bisogna mandare rappresentanti, utenti , pataccati a contribuire alla federazione. Con assoluto stupore noto che ci sono alcuni che mettono il bannerino del "loro" forum come firma. Cosa che e' totalmente e completamente estranea alla filosofia del villaggio. Che io sappia solo l' attuale founder "virgilio" usa il bannerino, ma lui si fa vedere poco e solo per obblighi istituzionali, e forse un altro paio per pura simpatia, ma non ne sono neppure sicuro dato che ho attivato l' opzione di non leggere le firme. Per lo più deliranti. Il villaggio nacque per essere il secondo forum di riferimento per chi era stufo di scrivere solo nel suo forumino e si ributtava a scrivere in posti onomatopeici come spazio m.... Io stesso sono founder de "La commedia", admin in qualche altro posto forse, ma semplice mod. al villaggio. Non so come firmarmi; pv forumista libero di andare dove gli pare. Non appartenente ad alcun forum ma libero navigatore della rete. Il tutto con speranza di pubblicazione pv da il villaggio Toglimi una curiosità... Ma che ti hanno fatto da piccolo??? ps - Esimio Direttore, spero venga pubblicata anche questa mia missiva, sintetica ma esaustiva, in qualità di replica... ![]() Fixaccio da il villaggio. Pv: chi lo conosce lo evita. Ma chi lo conosce bene finisce con l'affezionarsi a questo personaggio becero, a volte delirante, ma che in fondo, ma proprio molto in fondo, nasconde una pasta d'uomo. Io amo vedere in questa lettera, un timido desiderio di ritornare in Federazione. Il Direttore irresponsabile. |
POLPETTONE seconda puntata.
A cinque anni già si avventurava da sola nella
campagna e ritornava carica di fasci di cicoria e rucola, o
ricompariva con il viso tutto tinto di rosso e il cestino colmo di
more. Fu al
ritorno da una di queste spedizioni che la sua vita cambiò.
Lei sapeva che
non avrebbe dovuto esserci nulla… Qualcosa però ne impediva l’apertura…
Spinse con maggior forza… Il battente di spostò di qualche
centimetro… E allora lo vide: Un piede nudo, incrostato di
fango. Spinse ancora e si insinuò nello spiraglio … Suo padre
giaceva rannicchiato a ridosso della porta… Ed uno squarcio gli
attraversava la gola.
Desiderata conosceva la morte, erano brutti tempi, non era raro, per le campagne, imbattersi in un cadavere: i briganti uccidevano i viaggiatori… i disertori spagnoli non erano da meno… i soldati spagnoli uccidevano i briganti… A volta i morti rimanevano sulla strada per giorni, prima che qualcuno si decidesse a rimuoverli. Rimase immobile, gelata, a guardare per qualche istante poi, dalla gola strozzata, le uscì un grido: - Tatella! – E si precipitò fuori in cerca della madre. Fece di corsa il giro della misera abitazione, poi corse nel piccolo orto: la donna giaceva su un mucchio di letame in posa scomposta, le gambe divaricate, la veste sollevata fin sopra l’ombelico… E c’era sangue dappertutto. Desiderata aprì la bocca per urlare, ma non ne uscì alcun suono, le gambe le vennero meno, cadde nel sangue di sua madre e vi rimase priva di sensi La capanna era molto isolata e fu solo per caso che, il giorno dopo, passò il gabelliere per il suo giro di esazione. Desiderata era ancora priva di sensi e l’uomo pensò che fossero tutti morti. Era già rimontato a cavallo, quando il suo garzone, che lo seguiva sul carretto, notò un movimento quasi impercettibile e, sceso a vedere, si accorse che era viva. Richiamò concitatamente il suo padrone: - Questa è ancora viva! – Gridò mentre tentava di sollevarla e di rianimarla. |
I suoi tentativi furono infruttuosi ma ebbe la certezza che la bambina
respirava. - Vieni via! Non perdere tempo con questi cadaveri che già puzzano e ti prenderai una dissenteria! - No signore! E’ viva! E’ proprio viva! - Allora buttala sul carretto ed andiamo: la porteremo al castello. L’uomo non era un tenero di cuore, e il mestiere che faceva non aveva certo contribuito ad intenerirlo, ma c’erano le leggi del Signore a cui non poteva sottrarsi: avrebbe portato la bambina al castello e l’avrebbe affidata a qualcuno. Ci sarebbe voluto un medico… Ma chi l’avrebbe pagato? Appena giunti, il gabelliere dovette recarsi a fare il suo rapporto all’intendente del barone; lasciò quindi l’incarico di sistemare la bambina al garzone: - Distendila sulla paglia in una stalla e cerca una donna che possa occuparsene. Ma non perderci troppo tempo, che ci sono i cavalli strigliare. – Dopo di che, ritornò ai suoi problemi, dimenticandosi completamente della bambina. Il giovane trovò un angolo nella stalla degli asini, dietro alcune balle di fieno, abbastanza riparato dagli spifferi; ammucchiò un po’ di paglia e vi distese la bambina. La coprì con un vecchio sacco e uscì nella corte in cerca di una donna a cui affidare la piccola. La corte del castello era un largo spiazzo circondato da un’accozzaglia di capanne traballanti, stalle, depositi, e piccole botteghe di artigiani. La gente che vi viveva riusciva a procurarsi il minimo per sopravvivere offrendo i suoi servigi ai signori e litigandosi un tozzo di pane. Non era facile trovare una donna disposta, per niente, ad occuparsi della bambina. Il garzone camminava lentamente, a testa bassa, tentando di individuare, nella sua mente, una donna abbastanza timorata di Dio che accettasse di caricarsi di un fardello che, in quelle condizioni di vita, non era indifferente. Così, immerso nei suoi pensieri, finì senza accorgersene nel bel mezzo di una feroce rissa. Quando si rese conto della situazione, tentò di allontanarsene; ma un energumeno che urlando vibrava coltellate alla cieca, lo colpì alla gola recidendogli la carotide. Desiderata rimase in quella stalla senza che nessuno altro sapesse di lei. Solitario. (continua al prossimo numero) (la prima puntata qui.) |
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Ringraziamenti La redazione ringrazia per la gentile collaborazione: Alan di Sonic forum Cettinina di L'Oasi Virtuale Fabia di da 0 a 100 zampe Giuseppe Pasquali di Scrittori d'Italia Grandaniele di Alagoas Patna di L'Oasi Virtuale Rici di L'angolo dell'Archeologo Roberta - MioCucciolo di Non solo decoupage Viridiana Camelia del deserto di Luce dell'anima |
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I Confederati![]() |
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