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Organo periodico di informazione della FEDERAZIONE

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Numero 7  del 20 febbraio 2010
ANTRO
L'ANTRO DELLA STREGA
esordienti
SCRITTORI EMERGENTI

ACQUAMARINA

La gemma del benessere e della tranquillità.

acqua1 L’Acquamarina è, come lo Smeraldo, una varietà di Berillo e il suo tipico colore è dovuto alla presenza di tracce di ferro.

Le tradizioni popolari le conferiscono la facoltà di discernere il vero dal falso, e di saper donare buona memoria e benessere a chi la indossa.

Questa bella gemma, agendo sul 6°chakra, produce un effetto calmante sulla mente, portando tranquillità e pace e “lavando via” ansia e pensieri negativi.

Lavorando sul 6° chakra  favorisce la crescita interiore, dona chiarezza di idee e fiducia di portare a termine tutto ciò che si intraprende.

Inoltre questo cristallo, come tutti quelli blu-azzurri lavora sul 5° chakra. In particolare stimola l’espressione creativa, la capacità dialettica e permette di esprimere apertamente i propri pensieri. Porta dolcemente equilibrio nelle emozioni.

Si dice che protegga durante i viaggi in barca o in nave e che attenui i sintomi del mal di mare.

Secondo la tradizione, dal punto di vista fisico, purificherebbe il sistema nervoso e avrebbe effetti benefici per gli occhi. Andrebbe posta su questi durante il rilassamento per alleviarne stanchezza e rossori.

Regolerebbe, inoltre, la funzionalità di ipofisi, tiroide e reni, influenzando positivamente la crescita e l’equilibrio ormonale.

Per questo, e per la sua vibrazione dolce, gli esperti dei cristalli la consigliano ai bambini. Attenuerebbe, inoltre, l’eccessiva reattività del sistema immunitario, per cui, tradizionalmente, si usava in caso di allergie legate all’apparato respiratorio.

Si può portare come ciondolo, come anello al dito mignolo (che corrisponde al 5°chakra), come altro monile oppure posata semplicemente sul corpo. Può essere tenuta addosso per lunghi periodi. È un cristallo ottimo da usare durante la meditazione, posta sul 5°chakra per indurre il rilassamento o sul 6° per connettersi con stati profondi di consapevolezza.

Si purifica sotto l’acqua corrente, si ricarica ai raggi della luna.


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AGATA VERA

L’amica delle mamme che dona energia

AGTA1
L'Agata è una pietra nota fin dall’antichità per le sue proprietà di protezione e armonizzazione degli ambienti e della persona, nei paesi orientali è sempre stata considerata una pietra portafortuna. Se posta sulla scrivania in ufficio, o comunque in luoghi frequentati dal pubblico, purifica e protegge l’ambiente.

Dà luogo a formazioni sferiche caratteristiche, chiamate geodi, che portano al loro interno cristalli di ametista o di quarzo di rocca. Le fette di Agata, di vario colore, si trovano in commercio sia sfuse che legate insieme a formare i cosiddetti “caccia spiriti” da collocare, per protezione, vicino alle finestre di casa o dell’ufficio.

Nell’ambiente di lavoro, l’Agata è anche utile perché aiuta il pensiero razionale, la stabilità emotiva e combatte la dispersività. Inoltre promuove armonia e collaborazione tra i colleghi. Questa pietra lavora sull’armonizzazione del 1° chakra, apportando energia nel corpo fisico, ed è per questo motivo un potente energetico. Inoltre, poiché ci fa sentire più “centrati”, è di grande utilità portarla durante i periodi di stress.

Tutte le agate sono in sintonia con le vibrazioni della terra e le energie femminili. Le fette di questa pietra presentano caratteristici cerchi concentrici che ricordano la donna con il bambino nel ventre. La tradizione orientale associa questa pietra alla protezione della mamma e del bambino e consiglia di indossarla a tutte le donne in gravidanza e dopo il parto. Le agate azzurre e rosa, vengono tradizionalmente utilizzate durante l’allattamento.
AGATA2

Le agate di diverso colore, come ad esempio l’Agata verde e l’Agata blu, pur conservando tutte le caratteristiche dell’Agata lavoreranno più specificatamente sui chakra (4° e 5°) che sono in sintonia con questi colori.

Questa pietra va purificata periodicamente, e ricaricata al sole, le varietà blu e verde sono invece sensibili ai raggi della luna.

Patna di

L'oasi virtuale
oasi

(dalla prima pagina)

cristina1
Cristina Contilli

E’ un’appassionata del risorgimento italiano e della storia francese dell’800, i periodi in cui sono ambientati anche i suoi libri.

Ha pubblicato quattro biografie romanzate: “Le passioni di Silvio Pellico: amicizia, amore e scrittura nella vita di un poeta dell’800” (Carta e Penna, 2006), “Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita: la vita dentro e fuori dal carcere di Alexandre Andryane, Federico Confalonieri, Piero Maroncelli, Silvio Pellico”, (Giovane Holden, 2008), “Il duello: Costanza Arconati tra Giovanni Berchet e Pietro Borsieri” (Giovane Holden, 2008), “Amore e rivoluzione: una biografia romanzata dei tre ufficiali che parteciparono alla presa della Bastiglia” (Giovane Holden, 2009), e diversi historical romance che raccontano le avventure della marchesina e scrittrice di romanzi erotici Juliette De Sade e del conte e colonnello della marina Alain Philippe Eugéne De Savoia-Soissons, ambientate nella Francia dell’800, dall’epoca napoleonica alla rivoluzione del 1832.

 Il primo volume della saga, intitolato “Il porto di Calais”, è stato tradotto in inglese.


I libri di Cristina Contilli:

c1Amore e rivoluzione:André Jacob Elié, tenente della Garde Française, e Pierre Augustin Hulin, sergente della Garde Suisse, si sono conosciuti combattendo insieme nella guerra d’indipendenza americana e, una volta rientrati in Francia, hanno sentito con forza la differenza tra gli ideali per cui hanno lottato negli Stati Uniti e la realtà del proprio paese d’origine. Per questo motivo, ma anche per ragioni personali (Andrè è innamorato di una giovane di famiglia nobile che però non può sposare a causa della loro differenza sociale), André e Pierre decidono nel luglio del 1789 di disertare e di unirsi con i propri reparti al popolo in rivolta nell’assalto alla Bastiglia

c2Il duello: La storia tra Giovanni Berchet e Costanza Arconati ha qualcosa di ambiguo ed affascinante, perché sia nelle manifestazioni private (le lettere) sia in quelle pubbliche (come la dedica in apertura al volume di traduzioni delle Antiche Romanze Spagnole) sembra sempre muoversi sul sottile crinale che separa l’amicizia dall’amore. 

c3Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita: Lavorando su lettere e poesie di Silvio Pellico, ma anche sulle testimonianze dei contemporanei, l'autrice ha avuto la possibilità di conoscere amicizie, amori, progetti letterari e ideali politici di uno scrittore che ha vissuto in modo lucido e consapevole le lotte risorgimentali.

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LA VENDETTA DI ETIENNE: Siamo nel 1834 e Alain riceve una lettera da Londra, da parte del cugino, il conte William De Soissons, che lo informa della morte improvvisa del nonno che ha lasciato sia la sua residenza sia una buona rendita a Madeleine, la donna che l’ha assistito negli ultimi anni della sua vita. Nel frattempo il rapporto tra Valerie e suo marito il pittore Charles Quesnet (fratello di Juliette) viene scosso dalla scoperta da parte di Charles che la moglie frequenta un albergo, conosciuto come il ritrovo delle lesbiche parigine, ma Valerie ha davvero tradito Charles o è soltanto amica dell’affascinante e ambigua attrice Marie Dorval? E Juliette cosa prova per Alain dopo trent’anni di matrimonio: amore, affetto, riconoscenza, attrazione o qualcosa di ancora più complesso? E infine Etienne riuscirà a vendicarsi dell’armatore della nave negriera che ritiene responsabile dell’attentato di Nantes?
In appendice il racconto: "Pace a Natale" che racconta il seguito delle avventure di Etienne e di sua moglie Therese


ALAIN E JULIETTE MISTERI E SEGRETI NELLA FRANCIA DELL'800


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Questa nuova edizione raccoglie tre volumi dell'apprezzata saga di Alain e Juliette: "Il capitano Joséphine", "Il segreto di Alain" e "I misteri di Sophie", ambientati in Francia tra l'epoca della restaurazione e la rivoluzione del 1830.

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Ic6 due ufficiali: Il colonnello Alain De Soissons vorrebbe chiudere il suo servizio in marina con una promozione a vice-ammiraglio. Chiede, perciò, di partire per la in Spagna. L’esperienza si rivela, però, più difficile del previsto. Alain, infatti, si trova, non solo a dover sostituire, per alcune settimane, l’ammiraglio Hamelin al comando della flotta, ma viene anche ferito nella battaglia del Trocadero e il medico della nave è costretto ad amputargli un braccio. Al ritorno in Francia Alain non solo si vergognerà ad ammettere di fronte a Juliette le proprie difficoltà, ma verrà anche colto dal dubbio che lei lo trovi ormai poco attraente. Juliette riuscirà, però, a convincerlo che non è cambiato nulla, raccontandogli la storia del capitano dei dragoni Bernard Chevalier che aveva il corpo rovinato dalle cicatrici delle ferite riportate durante le campagne napoleoniche. Juliette non immagina che proprio Bernard, che lei crede sia morto, non solo è ancora vivo, ma è stato trasferito da poco a Parigi...

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            CHOCOLATE DECADENCE
fedcup  (dalla prima pagina)

 Italia-Rep.Ceca e Usa-Russia saranno le semifinali, il Belgio si prepara a tornare nel World Group.

In tanti pensano che la Fed Cup sia una competizione poco importante e snobbata dalle top player, utile soltanto ai piccoli paesi per togliersi qualche soddisfazione personale non riuscendo a vincere in singolare, della serie “l'unione fa la forza”. Invece alla fine le uniche top player che davvero disertano sono le sorelle Williams, da sempre più affariste che nazionaliste.

Abbiamo visto come Svetlana Kuznetsova (bicampionessa mondiale), inizialmente non convocata, sia accorsa in aiuto di Tarpishev e compagne; abbiamo visto come Jelena Jankovic, in forse fino all'ultimo per un infortunio alla schiena, abbia stretto i denti e portato due punti alla propria squadra. Abbiamo visto come Victoria Azarenka sia passata dalla calura australiana, ai -20 °C di Minsk al clima mite del Portogallo per rappresentare il suo paese. Si è pure dovuta ritirare per essersi beccata una bella tonsillite (e ti credo, con quegli sbalzi di temperature).

E abbiamo visto quanto le sorelle Bondarenko abbiano venduto cara la pelle contro le nostre ragazze. Flavia Pennetta e, soprattutto Francesca Schiavone, hanno dovuto sudare e non poco per venire a capo di Alona e Kateryna. Un impegno, questo primo turno, che si è rivelato ben più difficoltoso della finale del 2009 vinta contro gli Usa. Segno che questa competizione non è poi tanto semplice da portare a casa.

Anche il compito in semifinale potrebbe presentare delle insidie, ma l'Italia resta favorita. Le azzurre affronteranno in casa la Repubblica ceca che ha sconfitto grazie al doppio decisivo la Germania. Un piccolo punto a favore per l'Italia, che, in caso di vittoria tedesca, avrebbe dovuto disputare la semifinale in trasferta.
La Repubblica Ceca è guidata dalle due mancine Safarova e Kvitova, giocatrici che se in giornata sono perfettamente in grado di prenderti a pallate, alle quali va aggiunta l'ottima doppista Kveta Peschke (che Francesca conosce bene avendo le due conquistato assieme una qualificazione al master di doppio del 2006).

I precedenti tra le due nazioni sono 6, ed in perfetta parità (3 vittorie per parte). Curiosamente 5 confronti si sono disputati sulla terra rossa e su questa superficie è in vantaggio 3-2 la Rep. Ceca. L'ultimo confronto risale al 2005, si giocava sul tappeto indoor e l'Italia si impose in trasferta per 3-2. La truppa capitanata da Barazzutti era per ¾ la stessa di oggi, con la sola Antonella Serra Zanetti al posto di Sara Errani. Allora però le cheche potevano contare sulla rampante Nicole Vaidisova, vittoriosa dei suoi singolari, e che ora sembra essersi completamente smarrita (anzi, qualcuno sa che fine ha fatto?!?).

L'altra semifinale sarà Usa – Russia, (sembra che gli Stati Uniti se la cavino benissimo anche senza le Williams...) che si giocherà negli States.

 Se da una parte Oudin e compagne non ci preoccupano più di tanto, avendole già sconfitte nettamente lo scorso anno, in chiave futura la vittoria della Russia in casa della Serbia non è una gran notizia per l'Italia.

Le ragazze guidate da Tarpishev sono sicuramente favorite, favoritissime se dovessero giocare le top player e soprattutto se gli Usa dovessero essere orfani delle Williams, come probabile (ma è bene ricordare come Melanie Oudin agli scorsi Us Open abbia sterminato da sola la truppa russa mettendone in fila ben 4, quindi mai dire mai).

In una eventuale finale poi, dovremmo giocare fuori casa in ogni caso. Sia contro gli Usa, che contro la Russia come accadde nel 2007. L'ultimo confronto con la Russia è avvenuto in semifinale lo scorso anno a Castellaneta, quando l'Italia si impose per 4-1 (con la vittoria determinante di Francesca Schiavone su Svetlana Kuznetsova, futura vincitrice del Roland Garros); con gli Usa come detto a Reggio Calabria nella finale del 2009.
Il fattore campo sarebbe determinante soprattutto contro le sovietiche, non tanto per la superficie (Kuznetsova & co sono fortissime anche sulla terra), quanto per il sostegno del pubblico che in Italia si rivelerebbe certamente l'uomo in più (anzi, la donna). Ma non è da escludere anche una partecipazione se non di entrambe, di almeno una delle due sorellone giocando appunto in casa (viaggio breve e con possibilità di scelta della località ospitante). Insomma, la finale quest'anno non sarebbe di sicuro una passeggiata di salute.

Ormai il gruppo di Fed Cup italiano è affiatato e coeso, un ciclo aperto con la vittoria della competizione nel 2006 contro il Belgio a Charleroi, ma questo 2010 potrebbe essere uno degli ultimi anni “trionfali” per le nostre ragazze per due motivi.
Per prima cosa è lecito sottolineare come le nostre singolariste non siano più delle “ragazzine”. Flavia Pennetta compirà tra pochi giorni 28 anni mentre Francesca Schiavone spegnerà a giugno 30 candeline. Ma il fattore più importante è la ricostituzione di una potenza andata prematuramente in pensione, ovvero il Belgio.
La Clijsters aveva inizialmente dato la sua disponibilità per la trasferta polacca, salvo poi rivedere all'ultimo i suoi piani dopo la batosta subita in Australia. Le sole Wickmayer e Flipkens sono bastate per battere la Polonia di Agnezka Radwanska.
La Henin non aveva invece dato la disponibilità per questa sfida, ma si è detta disposta a tornare a giocare per il suo paese in futuro. Insomma la nazione vincitrice della Fed Cup 2001 potrebbe già rientrare nel world group tramite lo spareggio che si giocherà nello stesso weekend delle semifinali (24-25 aprile) contro una delle squadre sconfitte al primo turno nel world group, e puntare a rivincere la competizione a 10 anni di distanza.

(Fonte:Ubitennis)

Darthgab di Tennislandia 

 Ingredienti:

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6 uova
370 grammi di cioccolato fondente al 70%
250 gr di zucchero
250 gr di burro
155 ml di acqua.

Procedimento:

Montare le uova con 85g di zucchero in modo che diventi il tutto bello spumoso.

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ingr4Nel frattempo, in un     pentolino a fiamma bassissima fate sciogliere lo zucchero rimanente nell’acqua.

   Quando bolle aggiungere il burro e il cioccolato e fate sciogliere sempre a fiamma bassissimaingr5

 

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Ora cominciate ad incorporare il cioccolato alle uova versando a filo il cioccolato e tenendo sempre mescolato
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Rivestire uno stampo a cassetta con la carta da forno.. CON L'AIUTANTE...
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versate il composto e infornare a 170/180° per circa 45 minuti.
Se ce la fate a resistere senza mangiarla dovreste tenerla al fresco per una notte intera ma anche con qualche ora viene super buona lo stesso...

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cucinallegra

 

     
 
I Confederati
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