band il CORRIERE FEDERALE band
Organo periodico di informazione della FEDERAZIONE
Pagina 3 Ritorna in prima pagina
Ritorna in seconda pagina
Numero 7  del  20  febbraio 2010
TERZA PAGINA
scrittori raduichat

Ve ne parla il Founder, Collaborare.


Ciao, conosci già la community Scrittori d’Italia?

Da noi potrai (postando un tuo breve racconto o un estratto del tuo edito)
partecipare ai nostri concorsi con in palio fantastici premi.

Da noi potrai (diffondendolo e facendolo conoscere agl'altri utenti)
promuovere il tuo libro.

Da noi potrai (via i refusi e le frasi mal congegnate!)
avvalerti del nostro servizio di correzione bozze gratuito.

Da noi potrai (digitale o cartacea)
mettere in palio tra i premi una copia del tuo libro.

Da noi potrai (Imho Blurp) lasciare una recensione del tuo edito tramite il nostro blog-partner.

Da noi potrai (...tantissimi scrittori, ...case editrici non a pagamento, ...nostre interviste agli editor) stare insieme a...

conoscere le...

leggere le...

Infine potrai gustarti le nostre interviste alle e agli librerie d’Italia scrittori d'Italia.

Tutto questo solo su: http://scrittoriditalia.forumfree.it

E-mail per suggerimenti consigli lamentele: ekubombo@yahoo.it
scrittoritalia@yahoo.it

Ci trovi anche su Facebook (stringi amicizia con noi!)
E ci trovi anche su aNobii (entra a far parte del nostro gruppo!)

Collaborare

Ve ne parla la founder, YaYaDaNce.

Nasce il 30 giugno 2009
totalmente ristrutturato nel mese di dicembre e pronto per ripartire alla Radiochat.it Official Fan Forum
grande.
E' il forum ufficiale di Radiochat.it,una delle radio più trendy degli ultimi anni.
Radio Chat, non è una web radio ma un programma radiofonico diffuso in diretta attraverso web radio e radio tradizionali in fm. La web radio ufficiale di Radio Chat è Format Radio.

Radio Chat nasce, nell'aprile 2001 da una idea di Alex Achille, con l'intento di avvicinare, attraverso una conversazione in diretta (ogni domenica alle 22) i personaggi dello spettacolo ai propri fans.

Dal 2001 ad oggi, sono stati intervistati da Alex oltre 300 personaggi dello spettacolo.

Radio Chat è il primo esempio italiano di talk radiofonico che dalla rete internet trasmette, in diretta, su un circuito di radio locali in FM.


Il programma, oltre a realizzare il "sogno" di ogni fan, tenta di affrontare ed approfondire, di puntata in puntata, svariate tematiche con i personaggi più idonei all'argomento trattato.
Grazie a questa formula, Radio Chat, conta migliaia di ascoltatori mensili che dialogano fra loro, anche fuori diretta, attraverso il forum e la chat attivi nel sito.

Nel forum troverai aggiornamenti costanti,multimedia,anticipazioni,riassunti delle puntate,racconti,e gli eventi organizzati da Radiochat.Naturalmente non mancherà di incontrare lo staff e i suoi radiochattini.
Inoltre potrai richiedere il tuo Vip preferito e l'argomento che ti interessa.
Anche in questa nuova versione radiochattina,nel forum ci sarà il Cazzeggio...uno spazio dove parlare e dialogare su tutto...musica,televisione,cronaca.
Giochi,sondaggi,e tanto ancora.
Puoi venire a pubblicizzare il tuo forum o il tuo contest.Affiliarti con noi o gemellarti.
Radiochat.it e il suo Fan Forum Ufficiale dedicano una sezione specifica al Sociale,per tendere una mano in più a chi ne ha bisogno.
Tra noi,gli Amici di Radiochat.it ed una Lega,in cui partecipano i forum Ufficiali dei nostri ospiti Vip!

Nel forum,la rotazione musicale aggiornata ogni settimana,di Radiochat.it;Le ricette di zio Luigi che consiglia ogni martedì a "Cuori nella notte" (programma dedicato ai sentimenti in diretta alle 23);Gli articoli di Alex Achille;e tanto altro.

Bannerini,firme e adottini.

Radiochat.it lo trovi inoltre su Youtube,su Facebook e su Myspace.

Cosa aspetti?Vieni a trovarci!

YaYaDaNce
(Flavia)
 

lara

Gli strani viaggi di Lara Croft

Racconto semifantastico delle avventure di una forumista

Prima puntata

appendice
Il romanzo d'appendice

Tutto cominciò circa quattro anni fa.

A quel tempo vivevo ancora a T. Land, circondata da amici, rispettata da tutti gli abitanti e con un ruolo importante, che non facevo mai pesare a nessuno.
La mia vita scorreva serenamente, tra alti e bassi, tra sorrisi e piccole arrabbiature, tra discussioni serie e senza senso, non ci si annoiava mai.

Eravamo tutti degli esiliati, cacciati via dalla nostra precedente dimora, senza preavviso e senza nemmeno il tempo di fare i bagagli, e questo fatto ci aveva uniti ancor di più, donandoci una certa determinazione.
Non era sempre facile mantenere il controllo, dirimere le varie controversie, e contemporaneamente difendersi da accuse e fare i conti con qualche critica, ma abbiamo superato tutto abbastanza agevolmente e senza troppi danni.

Poi, un giorno, uno di noi decise di avventurarsi nell'esplorazione di altre terre, e mai avrei pensato che quell'evento, apparentemente privo di importanza, avrebbe cambiato molte cose.

Alcuni di noi di T. Land, pochi per la verità, decisero di andare a conoscere queste nuove terre, stringendo nuove amicizie, e aprendo le nostre porte a chiunque volesse farci visita.
Quelle nuove terre erano diverse da T. Land, vigevano poche regole, e quasi mai rispettate, gli abitanti erano più aggressivi, talvolta selvaggi e i litigi non si contavano. Lo scontro tra i due mondi fu inevitabile: ed io mi trovai nell'occhio del ciclone, per essermi ribellata all'allontanamento di un immigrato.

Crollarono tutti gli equilibri, che con fatica avevamo raggiunto, ed io fui sollevata dal mio incarico. Rimasi a T. Land ancora per qualche tempo, cercando di chiarire la mia posizione, ma non servì a nulla.
Così, zaino in spalla, pistole ai fianchi, decisi di lasciare per sempre quella che per lungo tempo avevo considerato la mia casa, ma soprattutto mi allontanai da persone cui era molto legata, forse troppo, ripromettendomi di non commettere più gli stessi errori. Forse era destino che le cose andassero così, dopo tutto Lara Croft è un'esploratrice, sempre in viaggio, sempre alla scoperta di nuovi mondi e di tesori nascosti, sempre in mezzo ai pericoli.

Inizialmente fui ospitata nell'appartamento C4 di proprietà di Iceman, dove c'erano anche altre persone "dell'altro mondo". Qui la vita non fu affatto semplice, l'ambiente era del tutto diverso, così come chi lo frequentava, ciò nonostante, riuscii ad inserirmi abbastanza bene, e per un anno circa, non ebbi particolari problemi.

Nel frattempo, ricevevo molte lettere da T. Land, da parte di chi mi era rimasto amico e sentiva la mia mancanza, qualcuno di loro mi chiedeva anche di tornare, ma ormai la mia decisione era presa. Quel capitolo della mia vita era chiuso, e tale doveva rimanere...
Nell'estate del 2007 successe qualcosa che ancora una volta avrebbe influenzato in maniera decisiva la mia vita: litigai con alcuni importanti personaggi del C4, Crazyjo e okalisca, dei quali non condividevo affatto alcuni modi di fare e glielo feci notare senza mezzi termini, scatenando mio malgrado, una guerra in cui nessuno era dalla mia parte.

Nemmeno Iceman, preoccupato di non perdere nessun ospite. Si limitò a fare appello alla maturità dei contendenti, una maturità che evidentemente non c'era.

Resistetti stoicamente per più di anno, ma gli attacchi erano incessanti e provenivano da diverse direzioni. Avrei potuto continuare a lottare, ma la guerra non sarebbe mai finita, ed io avrei perso tempo prezioso in un'impresa che non valeva la pena di portare avanti.

Qualcuno mi fece notare che era ora io prendessi una decisione drastica...
Una persona mi fece notare che era ora io mi allontanassi dal C4, e lo fece non certo perché fosse interessato al mio bene, ma per fare un dispetto al nemico storico Iceman, reo di avergli rubato l'appartamento che un tempo condividevano. Pare che, approfittando della sua assenza, Iceman abbia cambiato tutte le serrature, facendolo fuori definitivamente.

Questa persona era Zio Pivone, sindaco del Villaggio, una piccola comunità poco distante dal C4, di cui conoscevo anche altri abitanti, come Points, Satuttolui, Solidad, Krasinaro, il giovane Alienista (ex tiellino), poichè con alcuni di loro ebbi diversi scontri già dai tempi di T. Land.

Zio Pivone non era mai stato gentile con me, mi insultò pesantemente sin dalla prima volta in cui mi vide al C4, e continuò a farlo, tanto che, dato che fu bandito da Iceman, mi trovai costretta ad andare a cercarlo altrove.

Mi giunse voce che fosse salito temporaneamente su un'enorme zattera alla deriva, sulla quale una volta avvistata, creai un po' di sconpiglio, provocando la dura reazione del capitano Giango.
Da allora si susseguirono parecchie scaramucce che ci videro protagonisti, ma non solo con Zio Pivone, anche con Points il quale riportava in maniera distorta dei miei discorsi, costringendomi a smentirlo, e per farlo dovevo andare al villaggio.

Lì mi giocò davvero un brutto tiro: Points, approfittando di un mio momento di distrazione, sostituì i proiettili delle mie pistole con delle supposte verdi.
Fortunatamente me ne accorsi prima di doverle usare contro qualche nemico o bestia feroce, rischiando di rimetterci la pelle, per questo mi arrabbiai moltissimo con Points, perché lui aveva questo modo di fare giocherellone, che per qualcuno era simpatico, ma in realtà qualche volta risultava inopportuno e perfino pericoloso.

Questi sono soltanto alcuni degli episodi non proprio piacevoli che mi videro coinvolta al villaggio. Per tutto il tempo in cui rimasi al C4 fu un continuo di attacchi, sbeffeggiamenti, bugie, calunnie, insulti, che provenivano da quel luogo, poi si aggiunse anche la
guerra civile nel territorio di Iceman, e fu allora che Zio Pivone mi parlò seriamente:

Zio Pivone: - Larotta, ormai non hai più motivo di restare qui con il LBCI (Ladro-bastardo-checca-isterica), e quelle due troie succhiaminchia. Pure Athenotta ti ha lasciata. Sei sola. Non hai altra scelta che andartene. -
(continua)

Vuoi commentare il racconto di Lara? - Fallo QUI.
POLPETTONE
terza puntata.

Si svegliò a notte alta. Il buio era totale. Desiderata credé di essere nella sua capanna: sentiva freddo. Si tirò addosso un po’ di paglia e si riaddormentò.
Alle prime luci dell’alba era completamente desta. Si sentiva molto debole ed aveva fame. Si guardò intorno e, non riconoscendo l’ambiente, ebbe paura.
Il suo primo impulso fu di chiamare la mamma ma, dalla bocca non venne fuori alcun suono. Ci provò ancora... E si rese conto che non era in grado di parlare.
- Questo è un sogno – pensò – domani mattina mi risveglierò sul mio pagliericcio...
Il sogno però non finiva. Si sentiva molto debole: aveva fame. E non riusciva a ricordare assolutamente nulla.
Si sollevò dal suo giaciglio e barcollando si avvicinò ad un’asina che stava allattando il suo piccolo. Lo spinse di lato e si attaccò ad una mammella. L’asina, stranamente, la lasciò fare.
Succhiò quanto più latte poteva, poi uscì dalla stalla.
Il posto era per lei completamente nuovo. Non riconosceva le baracche che circondavano il grande piazzale pieno di pozzanghere e di immondizie. Fece qualche passo, ma la stanchezza l’assalì di nuovo. Si rannicchiò contro la parete della stalla e si riaddormentò.
- Ragazza! Ehi ragazza! Svegliati! – La voce la riportò alla realtà...… Aprì gli occhi...
- Chi sei? Cosa fai lì? – Il ragazzino la guardava incuriosito. Era uno scricciolo magro come un chiodo, una selva di capelli ricciuti e due enormi occhi neri.
Desiderata, per quanto sforzi facesse, non riusciva ad articolare una parola: dalla gola le usciva solo un sommesso mugolio.
- Non sai chi sei?
- mmmmm...
- Dove abiti?
- mmmmm…
- Allora sei scema!
Nonostante i suoi sforzi non riusciva a parlare, sentì gli occhi che si riempivano di lacrime...
- E’ scema, è scema, è scema! – Il ragazzo cominciò a ballarle intorno cantando :
- E’ scema, è scema –
Subito un altro scugnizzo si aggiunse alla festa, e poi un altro, e poi un altro ancora...
Nel giro di pochi minuti Desiderata si trovò al centro di un nutrito nugolo di ragazzini che saltellavano e ridevano cantando “è scema, è scema”.
Fortunatamente, attirata dalla confusione, giunse Amalia, la moglie del fabbro e madre del primo ragazzino:
Che fate voi? Lasciate in pace questa povera ragazza! Non vedete che sta male?
- E’ scema, è scema! – Le risposero urlando ma, quando la donna raccolse da terra un ramo e cominciò a rotearlo minacciosamente, si allontanarono ridendo e schiamazzando.
- Che hai piccola? Stai bene?-
Desiderata si indicò la bocca con l’indice, per dire che non poteva parlare.
- Ho capito! – Disse la donna – Sei muta. Hai fame?- La bambina annuì ripetutamente.
- Vieni allora, ti darò qualcosa da mangiare...- La prese delicatamente per mano e la condusse nella bottega del fabbro.
Negli anni successivi Desiderata non riacquistò la voce e neppure la memoria: si adattò a vivere nella corte, rendendosi utile come poteva, sbrigando piccole commissioni per un pezzetto di pane, dormendo in una stalla e rubacchiando qualche po’ di cibo.
La gente aveva pietà di lei e la lasciava fare.
A quindici anni, nonostante le condizioni di vita tanto disagevoli, il suo giovane corpo era in pieno sboccio: rimaneva magrissima ma si poteva quasi dire bella: I capelli, che in origine erano stati biondi, ora erano grigio chiari, ma incorniciavano un visino delicato dai lineamenti perfetti, le gambe erano lunghe e slanciate, il piccolo seno tornito e ben fatto faceva a volte capolino tra gli innumerevoli strappi della vecchia tunica, regalo di una pia donna, quando quella che indossava non riusciva più a coprirle il sedere.
Lei si accorgeva che gli sguardi degli uomini erano cambiati e stava molto attenta a non farsi sorprendere da sola in luoghi non frequentati: sapeva bene che, in quanto donna, era un essere inferiore alla mercé di chiunque avesse voluto approfittarne.
D’altra parte era conscia del fatto che, muta e senza nemmeno una parvenza di dote, nessuno avrebbe pensato mai di sposarla.
Non le mancavano però i suoi momenti felici. Le piaceva andare al piccolo fiume ad attingere acqua. Molte volte, d’estate, vi si immergeva quasi completamente e godeva della sferzata gelida sul corpo. Poi ritornava alla corte con l’anfora sulla testa lasciando che la tunica le si asciugasse addosso lungo la strada.
Poi, un giorno, mentre ritornava dal fiume, la tunica ancora bagnata che aderiva provocante al corpo, si sentì apostrofare da un uomo a cavallo. Immediatamente lasciò cadere il recipiente che portava sul capo e scappò verso il bosco.
L’uomo spronò la cavalcatura e la raggiunse in pochi secondi, bloccandola contro un cespuglio:
- Sai chi sono io? –
La poverina non poteva rispondergli ma, anche se avesse potuto, sarebbe rimasta comunque ammutolita dalla paura.
- Io sono il padrone di queste terre... E di tutte le cose e le persone che contengono. Quindi sono anche il tuo padrone! Inchinati a me! –
Scese con un agile balzo dall’enorme cavallo da guerra, le si avvicinò e, senza tanti complimenti, la rovesciò sul prato.
Desiderata tentò timidamente di difendersi dall’uomo che la palpeggiava rudemente sotto la tunica: egli era forte e non c’era modo di sfuggirgli. E poi... Era il padrone... Come opporsi?
Che poteva fare oltre che piangere e pregare?
E così mentre recitava mentalmente le poche preghiere che conosceva, sentì le grandi mani divaricarle le gambe ed il grosso membro entrare in lei rudemente: il dolore fu lancinante...
L’uomo cominciò a muoversi dentro di lei penetrandola, con colpi decisi, sempre più in profondità… Poi i suoi movimenti si fecero più rapidi ed i colpi più forti, finché non le si abbandonò addosso stremato ed ansimante.
Dopo qualche minuto si rialzò, si rassettò gli abiti e, rimontato a cavallo, si allontanò al galoppo.
Fu in quel momento che, in tutto il loro orrore, i ricordi di Desiderata ritornarono.

Solitario.
(continua al prossimo numero)
banner Ringraziamenti
La redazione ringrazia per la gentile collaborazione:
Andrew
di CINEMATIC
Collaborare di Scrittori dì'Italia
Darthgab di Tennislandia 
Kassiopeab di Cucinallegra
Lara Croft
di il Villaggio
Patna di L'Oasi Virtuale

Rici di L'angolo dell'Archeologo

YaYaDaNce di Radiochat.it
I Confederati
bioeticasonicteatropuntolincolnmatrimonioobesida0
annabutlerreginarubignalucebannasfigattetartecineottoscrittori
alagoascucinallegrasportarcheoradiochatoasidiciottotennisnonsolofantasia
Ritorna in Federazione
Ritorna in Archivio