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Numero 2  del 16 gennaio 2010
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Signorinella

IL NETWORK ADOTTA UN ANIMALE E' STATO CREATO SU NING, UNA PIATTAFORMA GRATUITA.

Ho voluto creare questo network, per sensibilizzare ulteriormente le persone alle adozioni degli animali!

Ogni iscritto al network, ha la possibilità di avere un proprio "blog", una pagina personale nel termine più ampio, dove poter inserire tutto quello che vuole, in questo caso inerente alle adozioni degli animali.

Potete inserire foto, commenti, note, video direttamente da youtube, feed rss (notizie in tempo reale) da altri siti/forum/blog che vi appartengono o da altri siti che vi interessano, potete pubblicizzarvi, creare dei gruppi, e molto altro ancora!

Nella pagina principale del network, troverete notizie dirette dal forum ADOTTA UN ANIMALE, presente su questo circuito, troverete video, note di siti di animali etc.

SE AVETE PERSO O TROVATO UN ANIMALE, POTETE INSERIRLO NEL MIO NETWORK!

http://adottaunanimale.ning.com/

Roberta - MioCucciolo di

Non solo decoupage

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Ringraziamenti

La redazione ringrazia per la gentile collaborazione:

Darthsesa di Tennislandia
Fabia185 di Da 0 a 100 zampe
Ornelladmin di Obesità e dintorni
Patna di Oasi virtuale
Rici86 di L'Angolo dell'archeologo
Roberta - MioCucciolo di Non solo decoupage

Shiva's eye di Cosmobioenergetico
Skajd di  Libri che passione
World di  Cinematic




signorinella
 
Signorinella pallida,
dolce dirimpettaia del quinto piano
non v'è una notte ch'io non sogni Napoli
e son vent'anni che ne sto lontano.
Al mio paese nevica
e il campanile della chiesa è bianco
tutta la legna è diventata cenere
io ho sempre freddo e sono triste e stanco
Amore mio non ti ricordi che nel dirmi addio
mi mettesti all'occhiello una pansé
poi mi dicesti con la voce tremula:
"Non ti scordar di me"
E gli anni e i giorni passano uguali e grigi con monotonia
le nostre foglie più non rinverdiscono
signorinella che malinconia
Tu innamorata e pallida
più non ricami innanzi al tuo telaio
io qui son diventato il buon Don Cesare
porto il mantello a ruota e fo il notaio
Il mio piccino sfogliando un vecchio libro di latino
ha trovato -indovina- una pansé
Perché dagli occhi mi spuntò una lacrima?
Chissà, chissà perché!


Stamattina. sotto la doccia, canticchiavo una vecchia canzone.
In verità canticchio spesso e volentieri ma, forse per l'età, mi vengono sempre in mente canzoni vecchissime.
Questa volta era il turno di "Signorinella", una creazione di Libero Bovio, nata nel 1931 (mi sono informato su Google).
 Sulla canzone niente da dire: è vera poesia. Ma è anche il ritratto di un tempo lontano: quando i giovani di agiate famiglie borghesi della provincia, venivano a studiare a Napoli, nella più grande università del sud e, per le distanze e le difficoltà dei trasporti, erano costretti a soggiornarvi fino alla laurea.

Il protagonista di "Signorinella" è appunto uno di loro e, se devo dirla tutta, non mi piace.

Questo signore che ha da poco superato la quarantina, se ne sta nel suo paese dove nevica, è vero, ma lui porta il mantello a ruota e fa il notaio (e sappiamo quanto guadagnano i notai). Ora vuole farci credere che non può permettersi di comprare la legna per il camino.

Non c'è una notte che non sogna Napoli. A questo possiamo anche credere: viveva allegro e spensierato, a spese della famiglia, in un ambiente di coetanei, godeva della massima libertà e se la spassava con le "signorinelle" di turno.

Certamente non sogna la signorinella: se il suo piccino non avesse, per caso, trovata la pansé, a questa pallida signorinella non avrebbe mai più pensato.
Poi pretende che sia lei a ricordarsi della pansé.
E non mi fa nessuna pena se i suoi giorni passano uguali e grigi con monotonia: sono i giorni che si è scelto.

Invece non posso non pensare a questa signorinella, pallida perché costretta innanzi ad un telaio in una stanzetta del quinto piano di un tetro palazzo.
A questa ingenua e dolce ragazzina del popolo, che si era illusa di aver trovato l'amore, che sognava una vita agiata accanto ad un laureato (in quei tempi merce molto rara).
A questa ragazzina che l'aveva salutato mettendogli all'occhiello la pansé, illudendosi che lui l'avrebbe ricordata e che, magari, sarebbe ritornato a prenderla...

Ora, sto stronzo, si domanda dove è lei e se si ricorda. E gli spunta anche la lacrima di coccodrillo...
Ma, se appena l'ha lasciata, ha buttato il piccolo fiore a seccare in un libro di latino...
Ma ci faccia il piacere...
(Da Il Villaggio)

Solitario*.
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