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Numero 2 del 16 gennaio
2010 |
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| Signorinella |
IL NETWORK ADOTTA UN ANIMALE E' STATO CREATO SU NING, UNA PIATTAFORMA GRATUITA. Ho voluto creare questo
network, per sensibilizzare ulteriormente le persone alle adozioni degli
animali! Roberta - MioCucciolo di Contatta l'autore dell'articolo
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![]() Stamattina. sotto la doccia, canticchiavo una vecchia canzone. In verità canticchio spesso e volentieri ma, forse per l'età, mi vengono sempre in mente canzoni vecchissime. Questa volta era il turno di "Signorinella", una creazione di Libero Bovio, nata nel 1931 (mi sono informato su Google). |
Sulla canzone
niente da dire: è vera poesia. Ma è anche il ritratto di un tempo
lontano: quando i giovani di agiate famiglie borghesi della provincia,
venivano a studiare a Napoli, nella più grande università del sud e, per
le distanze e le difficoltà dei trasporti, erano costretti a
soggiornarvi fino alla laurea. Il protagonista di "Signorinella" è appunto uno di loro e, se devo dirla tutta, non mi piace. Questo signore che ha da poco superato la quarantina, se ne sta nel suo paese dove nevica, è vero, ma lui porta il mantello a ruota e fa il notaio (e sappiamo quanto guadagnano i notai). Ora vuole farci credere che non può permettersi di comprare la legna per il camino. Non c'è una notte che non sogna Napoli. A questo possiamo anche credere: viveva allegro e spensierato, a spese della famiglia, in un ambiente di coetanei, godeva della massima libertà e se la spassava con le "signorinelle" di turno. Certamente non sogna la signorinella: se il suo piccino non avesse, per caso, trovata la pansé, a questa pallida signorinella non avrebbe mai più pensato. Poi pretende che sia lei a ricordarsi della pansé. E non mi fa nessuna pena se i suoi giorni passano uguali e grigi con monotonia: sono i giorni che si è scelto. Invece non posso non pensare a questa signorinella, pallida perché costretta innanzi ad un telaio in una stanzetta del quinto piano di un tetro palazzo. A questa ingenua e dolce ragazzina del popolo, che si era illusa di aver trovato l'amore, che sognava una vita agiata accanto ad un laureato (in quei tempi merce molto rara). A questa ragazzina che l'aveva salutato mettendogli all'occhiello la pansé, illudendosi che lui l'avrebbe ricordata e che, magari, sarebbe ritornato a prenderla... Ora, sto stronzo, si domanda dove è lei e se si ricorda. E gli spunta anche la lacrima di coccodrillo... Ma, se appena l'ha lasciata, ha buttato il piccolo fiore a seccare in un libro di latino... Ma ci faccia il piacere... (Da Il Villaggio) Solitario*. La Federazione |
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