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Pagina 2                                                                                                   Ritorna in prima pagina     Vai alla terza pagina                                                                                   n. 20 del 23 novembre 2010

La "monnezza"


Ormai sono vecchio ed in pensione. Esco poco, quasi esclusivamente per portare fuori il cane.

Vedo quindi la mia città sempre dal balcone al quarto piano di una strada molto panoramica e, vista da quel balcone, la mia città è bellissima.

Vedo i cumuli di immondizia che crescono a vista d’occhio e tento di consolarmi pensando che forse non farò in tempo a vederli arrivare al quarto piano.

Ieri però, in una rara ed indispensabile uscita in macchina, sono stato tamponato da un ragazzo su una vecchia Vespa. Il ragazzo, pur mezzo ammaccato, ha ammesso immediatamente la sua responsabilità scusandosi ripetutamente. Io ero solo preoccupato che non si fosse fatto male.

Ma queste cose comportano una serie di fastidi: la macchina danneggiata, i vetri del lunotto sparsi sui sedili, la richiesta dei danni all’assicurazione...

Riportata la macchina in garage, sono stato piacevolmente sorpreso dalle premure dei garagisti, che si sono offerti di ripulirla dai frammenti di vetro e di applicarmi, al posto del lunotto, un foglio di plastica che non facesse entrare la pioggia. Inoltre sono stati prodighi di consigli: la macchina è vecchia, non conviene portarla dal carrozziere, meglio vedere se, allo scasso, si trova l’intero portellone completo di vetro.

Ho accettato riconoscente la loro offerta di aiuto, quanto al consiglio (lo scasso), ho rimandato il discorso a dopo l’esito della richiesta di danni che avrei fatto all’assicurazione.

Una volta a casa, altro fastidio: le raccomandate alle assicurazioni. Non ho ritenuto fosse il caso di infastidire i parenti avvocati, quindi mi sono messo al PC ed ho scritto le raccomandate.

Stamattina, sotto la pioggia, mi sono avviato all’ufficio postale che non è molto lontano da casa mia (circa venti cumuli di immondizia a destra).

Camminare sul marciapiede era un’impresa che richiedeva tutta la mia pazienza ed una buona dose di concentrazione. Tra le nuove montagne olezzanti, le macchine ed i motorini posteggiati sui marciapiedi, i laghetti formatisi nei frequenti avvallamenti dell’ex fondo stradale, bisognava trovare i passaggi percorribili. Il tutto complicato dalla presenza degli ombrelli che, negli strettissimi sentieri, si scontravano con quelli dei passanti che venivano in senso inverso.

Raggiunto eroicamente l’ufficio postale, ho avuto una bella sorpresa: non c’era folla.

Un solerte impiegato mi ha dato immediatamente le ricevutine delle raccomandate da compilare. Ho eseguito a tempo di record e mi sono ripresentato allo sportello tutto contento:

- I terminali non funzionano – Mi ha informato l’impiegato – Torni domani.

Ero incazzato al punto di non trovare il fiato nemmeno per bestemmiare.

Il ritorno a casa è stato più difficile dell’andata: la mia pazienza si era esaurita ma, ad un certo punto, sono stato colpito da un particolare: uno dei pochi cestini per rifiuti, quelli dove, in genere, si butta una pacchetto di sigarette finito o un biglietto del tram usato, era praticamente vuoto.

-Come è possibile? – Mi sono chiesto – Poi mi sono risposto da solo: - Chi vuoi che, in mezzo a tutta questa merda, si preoccupi di buttare un pezzo di carta nel cestino?

Ma… Il senso civico o c’è o non c’è: se finisco un pacchetto di sigarette lo butto comunque nel cestino, non fosse altro che per abitudine.

Ma a Napoli credo che il senso civico sia una cosa del tutto sconosciuta ad una considerevole maggioranza. E forse anche a ragione.

Dopo la prima crisi della monnezza, i napoletani si impegnarono tutti nel differenziare i propri rifiuti. Poi scoprirono che, ancora una volta, li si stava pigliando per il culo: i rifiuti da loro con tanta pazienza differenziati, venivano raccolti tutti insieme e buttati tutti nella stessa discarica.

Mi si dirà che questa non è una buona ragione. E’ vero, non lo è, come non esiste nessuna buona ragione per comportamenti incivili. Questi comportamenti non sono giustificabili ma, per chi ha anche solo un’infarinatura della storia di Napoli e del sud, forse sono comprensibili.

Napoli è una città che, da centocinquant’anni, sta morendo.

Dopo la conquista da parte dei Savoia, la città rimase senza risorse economiche, senza industrie e senza possibilità di lavoro. Cominciò così l’emigrazione di massa: i migliori se ne andarono. Quelli che non ebbero cuore di andarsene, per sopravvivere si dovettero fa re furbi, continuamente in lotta col potere costituito la cui politica era solo di sfruttamento del territorio, trovarono mille modi per aggirarlo.

Oggi, dopo centocinquant’anni, non sono cambiate molte cose. Ancora oggi i cervelli migliori se ne vanno e quelli che restano non possono che peggiorare ogni giorno che passa.

Non tutti naturalmente ma, purtroppo, una considerevole maggioranza.

Cosa possiamo fare per interrompere questa terribile spirale negativa? Inutile sperare in una soluzione politica: gli stessi napoletani che ci amministrano fanno parte di quei “furbi” che si vendono tranquillamente al miglior offerente, che sia camorra, Tremonti o Berlusconi. E la maggioranza dei furbi continua a votarli in cambio della promessa di un “posto” o di un appalto.

Forse la soluzione ce l’ha Bossi che, se riuscisse a precipitarci definitivamente in fondo al baratro, potrebbe risvegliare un orgoglio sopito. Sempre sperando che non sia definitivamente morto.

Solitario dal blog

identità (dalla prima pagina)

Transgender: ma quali sono le cause?

Oltre a quelle psicologiche, ambientali e familiari, i nuovi studi sostengono che vi sia una anomala azione degli ormoni materni durante la gravidanza. Analizzando cervelli di transessuali con la risonanza magnetica è stato osservato che queste persone presentano strutture più simili a quelle del genere psicologico rispetto a quelle del sesso fisico. Rispetto al passato si esce maggiormente allo scoperto, perché si è appoggiati dalla legge e da specialisti competenti che lavorano in centri di riferimento pubblici. In Italia nel 1982 la legge ha approvato gli interventi per il cambio di genere sessuale.

L’iter

Chi decide di cambiare sesso, deve seguire un percorso delineato dalle linee guida dell’Onig (osservatorio nazionale sull’identità di genere). Per sei mesi rimane in osservazione con colloqui psicologici e indagini ormonali, cui segue un periodo di “test di vita reale” e somministrazione di ormoni. A quel punto medici e psicologi, consegnano le relazioni al tribunale di residenza, che può avvalersi di un consulente (Ctu). Una sentenza consentirà l’intervento di rassegnazione chirurgica dei caratteri sessuali e l’adeguamento dei dati anagrafici.

La trasformazione da uomo a donna

La trasformazione dei genitali esterni maschili in caratteri femminili comporta un periodo demolitivo (asportazione dei testicoli e del pene) e uno ricostruttivo (creazione di una vagina e di genitali esterni simili a quelli femminili).
La cute scrotale viene usata per la creazione delle grandi labbra e negli ultimi anni è stata studiata una tecnica che permette di ricostruire il clitoride, collocandolo nella sede naturale. Sotto al clitoride viene sistemata l’uretra e sotto ancora la neovagina che però non ha una lubrificazione autonoma.
Per quanto riguarda il seno molti decidono di farlo sviluppare con la terapia ormonale, anziché ricorrere alla chirurgia.

Trasformazione da donna a uomo

Questo intervento è molto più complicato e prevede vari tempi operatori.
La prima fase consiste nella riduzione mammaria (prima ormonale e poi chirurgica per dare l’aspetto di un torace maschile). Poi segue l’Istero–annessectomia con un unico intervento chirurgico di asportazione di utero e ovaie. La vagina, in genere, non viene rimossa perché tende a ridursi spontaneamente e, se richiesto, può essere asportata successivamente. A questo punto è necessaria la falloplastica (un intervento opzionale che non tutte le persone con Disturbo dell'Identità di Genere vogliono effettuare).
Esistono diversi metodi chirurgici a seconda di ciò che si vuole ottenere:

•realizzazione di un organo di forma cilindrica simile al pene per una funzione estetica;
•costruzione di neouretra che permetta la fuoriuscita dell’urina all’apice dell’organo costruito per una funzione urinaria;
•inserimento nel fallo di una protesi del tipo di quelle usate per l’impotenza con possibilità di rendere rigido l’organo costruito e idoneo a rapporti sessuali con penetrazione per una funzione sessuale.

By cipiri8
Krasin da lincoln gay
PSICOLOGIA
Fame nervosa

Spett.le dott.re,
vorrei sottoporLe il mio caso, che oggi giorno direi caso perso. A settembre ho iniziato una dieta con un nutrizionista, ho perso 14 kili. Tutto procedeva benissimo! Io seguivo alla regola...da gennaio...ho ripreso a mangiare come una cavalletta, più che altro schifezze...a volte mi sentivo lacerare lo stomaco, sudavo freddo per il dolore, e più di una volta sono corsa in bagno, accompagnata da due dita, per cercare di vomitare. Ora non riesco più a stare in "riga". Cosa mi sta capitando??? La cosa assurda è che tutto influisce sullo studio e vita personale, perchè mi sento una fallita.
La ringrazio per l'attenzione riservatami e Le porgo miei più cordiali saluti.

 

Risponde il Dott. Francesco Longobucco su Obesità e dintorni.

longobucco   Quando si riesce a perdere peso, il senso di gratificazione e di forte autostima è molto marcato, sembra poter restituire quella sensazione di leggerezza e soprattutto di benessere che sembrava persa.
Una cosa da fare è chiedersi che cosa vi sia alla base degli episodi di fame che lei, sopra, ha indicato. A cosa non si vuole pensare? E’ un senso di vuoto che si tenta di colmare? Come mai proprio a gennaio? E’ importante saper riconoscere e gestire le emozioni alla base di questi comportamenti.
Bisogna cercare il valore di se stessi come individui e i propri aspetti positivi, imparare a concedersi delle gratificazioni, quando necessario e a non mortificarsi, se non si rispecchia il proprio ideale di persona. Si dovrebbe conoscere maggiormente se stessi, individuando in propri punti di debolezza e di forza, facendo leva su questi ultimi, coltivare nuovi interessi, nuove relazioni sociali, distrarsi dal pensiero del cibo. Inoltre, è da considerare che alla base di una difficoltà a controllare il proprio aspetto dietetico, non per forza di cosa devono esserci solo fattori emotivi, ma anche variabili quali, l’ereditarietà, la costituzione, la quantità di attività fisica.
In questi casi, come da lei descritto, i vissuti più ricorrenti sono il sentirsi soprappeso, anche se, nella maggior parte dei casi, non lo si è, la rabbia nei propri confronti, la stanchezza, il senso di colpa, interazioni inadeguate. Sarebbe interessante verificare se tali episodi siano scaturiti a seguito di vissuti d’ansia, inquietudine, sentimenti negativi verso se stessi, rabbia, disagio generico, in concomitanza con una dieta molto restrittiva. Naturalmente rivolgendosi ad uno specialista.

 

Avete domande per il Dott. Longobucco? Potete farle qui.

cuccciolo   Il cucciolo fa il suo ingresso in casa.
E' il momento che tanto avete desiderato, o, forse... è giunto in casa vostra del tutto inaspettatamente, all'improvviso, perchè vi siete innamorati a prima vista di un tenero batuffolo trovato durante una giornata piovosa..., il come sia arrivato non importa, qui la cosa che conta è che... avete un cucciolo dai teneri occhioni da accudire, e non sapete da che parte cominciare!
Con queste informazioni ci auguriamo di dare qualche dritta e qualche buon consiglio a chi è al suo "battesimo" con un cane.

Prima cosa da fare:
Il veterinario.... una delle PRIME cose da fare è portare il cucciolo da un veterinario!
La prima visita è importantissima e sarà un buon indicatore della professionalità del veterinario cui vi siete rivolti. Per prima cosa dovrete cercare (naturalmente con la collaborazione, si spera spontanea, del veterinario) di far ambientare il cucciolo nell'ambulatorio, in modo da non traumatizzarlo. Qualche bocconcino e molte coccole saranno importanti per fargli associare questo strano luogo a ricordi piacevoli.
La visita dovrebbe comprendere:
- approfondita visita clinica,
- esame delle feci, il cui esito, se negativo, permetterà di procedere con le eventuali vaccinazioni. In caso di positività , un trattamento mirato eliminerà il problema. Tutto questo perché un organismo privo di parassiti reagisce molto meglio ai trattamenti immunizzanti;
- informazioni.
Non è da sottovalutare quest'ultima parte, infatti un proprietario di un cucciolo "alle prime armi" ha bisogno di venire informato, e quale la persona più adatta a farlo, se non un veterinario?!
Le informazioni dovranno riguardare i più svariati argomenti:
- le malattie e come prevenirle (vaccinazioni, visite ed esami collaterali e/o periodici per le tare ossee od oculari),
- come, quando e quanto maneggiare il cucciolo, importante se in famiglia ci sono dei bambini, importantissimo per abituarlo alle manualità consuete (ispezione delle orecchie, della gola, ecc., che i proprietari dovranno eseguire periodicamente),
- l'alimentazione,
- le norme igieniche da osservare,
- i trattamenti periodici (pulci, filaria, ecc.),
(continua)
Fabia185 da da 0 a 4 zampe
LIBRI

ottavo  TITOLO: L'Ottavo Arcano
     AUTRICE: Kate Mosse

TRAMA
L'Ottavo Arcano è un romanzo Thriller ambientato in due epoche differenti, con due protagoniste diverse legate da un mazzo di tarocchi intrisi di un misterioso potere.
La storia si svolge in queste due epoche in cui le due protagoniste si trovano invischiate in intrighi, misteri, omicidi e apparizioni di spettri.

VALUTAZIONI
La storia si svolge in maniera sciolta con una scrittura fluida e interessante in cui le protagoniste sono perfettamente a loro agio.
Le due storie risultano perfette anche se lette da sole, insieme forniscono un mix veramente interessante che permette di spaziare tra due epoche notandone le differenze.
Le ambientazioni sono caratterizzate ottimamente e permettono al lettore di immaginare i luoghi in cui i personaggi vivono le loro storie con raffinata precisione; anche le atmosfere e i sentimenti sono resi con particolare cura dall'autrice.
Ma veniamo alla scrittura della Mosse; Personalmente mi è capitato poche volte di trovare nei thriller una scrittura educata e raffinata come la sua. La storia non presenta scene di sesso crude o violenza espressa in maniera volgare ma ognuna delle azioni suddette mantiene sempre un aura di eleganza, nell'intero libro c'è una sola descrizione esplicita sull'eros ma rimane accettabile nonostante la sua chiarezza descrittiva, e la violenza è resa sempre in maniera coerente e raffinata, niente linguaggi splatter o schifezze del genere.
Posso dire da lettrice accanita quale sono, che finalmente sul mercato c'è un autrice che fa narrativa thriller con i fiocchi, senza eccedere troppo in linguaggi o tematiche eccessive e che rovinano il piacere della lettura.
La sua è vera narrativa in tutte le sue espressioni.

CONSIGLIATO: Si 

sakurakid da Luce dell'anima

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DALLA TESTA AI PIEDI




- Torcicollo: Cataplasma di porro. Tritare un porro e bollirlo in un bicchiere di latte fino ad ottenere una poltiglia; lasciarlo raffreddare quanto basta ed applicarlo caldo localmente per 20 minuti.

- Acne: Infuso di rosmarino. Mettere 50 g. di foglie secche di rosmarino in infusione per 20 minuti in un litro di acqua bollente, filtrare e usare per impacchi locali. (Conservare in frigo)

- Eczema: Infuso di Borragine. Pestare accuratamente foglie secche Versarvi sopra acqua bollente in quantità bastante a coprirle, chiudere il barattolo e lasciar macerare per 15 minuti. Filtrare, dolcificare con miele e bere 3-4 tazzine al giorno per 15-20 giorni.

- Arrossamento Cutaneo: Decotto di mirtillo rosso. Bollire 50 g. di frutti di mirtillo rosso in un litro d'acqua per 15 minuti e filtrare. Usarlo freddo come lozione decongestionante e lenitiva.

- Irritazione della pelle: Infuso di calendula. Lasciar riposare 40-50g. di fiori secchi per 20 minuti in un litro d'acqua bollente. Filtrare e applicare sulla pelle con garza e lasciare assorbire senza asciugare. Più volte algiorno. Oppure senza filtrare fate gli impacchi (almeno 20 minuti).

- Disidratatura e Screpulature: Olio di calendula. 350 g. di fiori freschi in un litro di olio extravergine. Lasciare macerare al sole in un vaso di vetro chiuso per un mese agitando spesso.

- Couperose: Decotto di Mirtillo rosso. Bollire 50 g. di frutti di mirtillo rosso in un litro d'acqua per 15 minuti e filtrare. Il decotto deve essere usato freddo come lozione. In alternativa impacchi di polpa passata al settaccio: lasciare agire per 20 minuti quindi sciacquare.

- Infiammazioni della pelle: Bagno di riso. far bollire 250-300 g. di farina di riso in un litro di acqua per 20 minuti, quindi versare il tutto nell'acqua calda della vasca. Lozione di sambuco. Lasciar riposare 100 g. di fiori di sambuco in un litro d' acqua bollente per 10 minuti, colare e usare come lozione.

- Dermatite: Cataplasma di avena. Da applicare sul viso. Sul corpo si può ricorrere a un bagno sciogliendo 25 g. di farina ogni litro d'acqua
.

Patna
da l'Oasi virtuale
Macchie difficili
sapone

Quante volte vi è capitato di trovarvi alle prese con le macchie difficili e di non sapere come eliminarle? Le avete provate tutte ma non c’è niente da fare? Allora quello che vi serve è il sapone per i piatti, vero rimedio e sempre efficace per togliere le macchie difficili dai vostri abiti preferiti, dalle tovaglie, dai tovaglini, da tutto ciò che ogni tanto si macchia. Tra le macchie più difficili ci sono sicuramente quelle di sangue, che sono le più dure da eliminare, beh mie care, con il sapone per i piatti non avrete più nulla da temere.

La maggior parte delle macchie si eliminano facilmente con i saponi per la lavatrice, ma ce ne sono alcune che proprio non ne vogliono sapere e non ci sono detersivi che tengano. Per facilitarvi nelle vostre faccende domestiche vi consiglio di usare il sapone per i piatti, non ne occorre un tipo preciso, vi basterà attingere all’armadietto della cucina.

Potete agire in vari modi, ad esempio lavare a mano il vostro capo sfregiato dalla macchia che non se ne vuole andare, oppure applicare il sapone nella zona interessata e lavare solo quella parte, poi proseguire con la normale lavata in lavatrice, infine se avete molta fretta ma non volete correre il rischio che il normale sapone non basti, mettete il sapone per i piatti nella zona in cui c’è la macchia e poi mettete il vostro capo in lavatrice con tutta l’altra biancheria.

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