La mia Napoli.
Ritornato a Napoli, il primo
impatto con la mia città non è stato particolarmente
entusiasmante.
Arrivando da una tranquilla cittadina della provincia
romana, da una ridente villetta con tutte le comodità (Un
bel giardino, un garage proprio dentro casa, spazio a
volontà), riadattarmi ad un appartamento in condominio
al quarto piano, al caos ed ai rumori, mi sembrava unimpresa
impossibile. Inoltre mi sono accorto di aver perduto la
freddezza, locchio e la prontezza di riflessi
necessari per guidare per strade strette, con macchine
posteggiate su tutti e due i lati, di sbieco, in seconda
fila, ferme in mezzo alla carreggiata, con migliaia di
motorini che sfrecciano acrobaticamente, spuntandoti allimprovviso
da tutti i lati.
Ho dovuto in seguito ammettere che lAmministrazione
cittadina si era molto prodigata per evitarmi questi
fastidi: mi aveva messo in condizioni di non usare la
macchina ed io non lo avevo capito.
Se mi ostinavo ad uscire in macchina, mi accadeva di
giungere a destinazione, dopo giri pazzeschi, e non poter
posteggiare. I pochi posti possibili erano occupati da
piante ed abbellimenti vari, le macchine erano lasciate
nei posti più impensati e, quando mi riusciva di
sistemarmi su un marciapiede, trovavo regolarmente la
multa.
Allora, sullorlo del collasso di nervi, ho provato
ad uscire a piedi. Ai mezzi pubblici non pensavo proprio,
non li usavo più da quando avevo comprato, a 18 anni, la
mia prima Lambretta di seconda mano. Poi, distrutto dai
chilometri percorsi a piedi, ho preso il mio primo
biglietto dautobus
ed ho ritrovato la mia
Napoli.
La gente
è la gente di Napoli che distingue questa
città da tutte le altre. Me nero dimenticato.
Salire su un mezzo pubblico, specie nei quartieri più
popolari, è una curiosa esperienza. Tutti parlano di
tutto, sembra di salire su di un salotto itinerante, ma
la cosa più strana poi, è il sincero interesse che la
gente dimostra per i fatti tuoi
Sentite cosa mi è capitato ieri:
Con una delle funicolari, arrivo al capolinea di un
autobus. E già pronto a partire e, rallegrandomi
per il colpo di fortuna, mi affretto a salire. Lautista
non è ancora a bordo: fuma una sigaretta sul marciapiede.
Ad un tratto mi accorgo di aver dimenticato un piccolo
acquisto in farmacia. Dal finestrino ne vedo una a pochi
metri. Scendo e domando allautista:
- A che ora si parte?
- Tra un paio di minuti - Mi risponde
- Faccio in tempo a fare una corsa in Farmacia?
- Non so
- Io ci provo!
La farmacia era vuota ma i due addetti al banco erano
impegnati in unaccesa discussione sul programma
televisivo che avevano visto la sera prima e, prima di
degnarmi della loro attenzione, hanno lasciato passare
qualche minuto. Poi uno di loro mi ha servito
rapidamente, ma quello che era alla cassa, prima di darmi
il resto, mi ha voluto esporre tutte le sue idee sullintroduzione
delleuro.
- Ormai il pullman è andato Ho pensato, e mi sono
rassegnato ad una lunga attesa.
Invece, appena fuori, ho visto lautobus ancora lì,
strapieno, fermo con le porte aperte
Mi sono catapultato a bordo. Immediatamente le porte si
sono chiuse ed il mezzo è partito.
- Avimma aspettà cchiù? (dobbiamo
aspettare ancora?) - Mi ha chiesto con aria semiseria una
vecchia signora.
Sono rimasto sbigottito: mi avevano aspettato!
Mi sono scusato e poi, mentre rassicuravo la signora,
spiegandole che a casa stavano tutti bene e che avevo
solo acquistato delle vitamine, mentre un altro
viaggiatore mi informava che ero uno stupido a buttar via
i soldi in vitamine, che non servono a niente, mentre un
terzo signore interveniva in mia difesa, confutando gli
argomenti dellaltro, mi sono ritrovato sotto casa.
Quasi perdevo la fermata!
Sicuramente Napoli ha tanti difetti
Ma vi assicuro
che non vi si può morire di solitudine
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