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pomeriggio, andando a Piazza Mercato per la solita visita
a Masaniello, fu attratto da uno strano vecchio: era
seduto sotto una piccola pennata, dietro un tavolino
pieghevole. Era la prima volta che Gennaro vedeva uno
scrivano, e gli si avvicinò incuriosito: - Che cosa vendi vecchio? - Io non vendo cibo, né abiti o altre cose materiali. Vendo la mia abilità a leggere e scrivere - Cose per signori? - No, sono proprio i poveri che si rivolgono a me. Per inviare una supplica al Viceré o una domanda di grazia, oppure per scrivere ad un parente lontano, o i commercianti per scrivere un contratto. I signori che non sanno leggere hanno sempre un prete per casa E poi hanno avvocati, notai Sono i poveri i miei clienti. - E loro ti dicono cosa devi scrivere? - Certo, e mi portano da leggere le lettere ed anche le notifiche e le ingiunzioni - Mi pare un lavoro interessante E poco faticoso - Poco faticoso? Vorrei vedere te, quando le mani si riempiono di geloni e non puoi tenere la penna - Però deve essere bello saper leggere Io, per la strada vedo un sacco di cartelli e di insegne Mi piacerebbe sapere cosa cè scritto. - Si, ma non è cosa per povera gente E poi Bisogna essere intelligenti - E perché, vuoi dire che io sono un fesso? Sono sicuro che potrei imparare. - Non dico questo. E poi ci vogliono i soldi. Nessuno ti insegna niente per niente. - Ma io lavoro, un po di soldi da parte li ho. Quanto vuoi per insegnarmi? - Non è solo questione di soldi. Sei sicuro che vuoi imparare? Guarda che non è facile - Non ti preoccupare. Tu quanto vuoi? - Mi pagherai il tempo che ti dedicherò, un soldo allora Se sei daccordo, possiamo cominciare domani pomeriggio. Nel pomeriggio il lavoro è scarso. - Perché non cominciamo subito? - No. Ora è tardi e devo andar via. Possiamo cominciare domani. Gennaro andò via convinto di aver fatto un buon affare. Imparare a leggere Sarebbe stato meraviglioso! Andò di corsa da Masaniello per raccontargli la novità. Ma lamico lo ascoltò distrattamente: - Ora te la dico io una novità veramente importante! - Più importante di leggere e scrivere? - Sicuro! - E allora dimmela. Non mi tenere sulle spine! - Sono innamorato! Ho conosciuto una ragazza meravigliosa, si chiama Bernardina Pisa - E come lhai conosciuta? - Beh Lei ha le finestre proprio di fronte alla chiesa del Carmine.. Lho vista affacciata e mi sono incantato a guardarla. Mi ha fatto un sorriso Ma che sorriso! Ha ancora tutti i denti! Io quella donna la voglio Lei mi guarda, mi sorride, ma non vuole scendere a parlare con me Sono disperato. - Non ti avvilire, vedrai che prima o poi scenderà Il vecchio ha detto che mi insegna - Non rompere Gennà tu e sto vecchio! Ho altri guai per la testa! Gennaro se ne andò insoddisfatto. Era contento per lamico ma non aveva potuto parlare del suo sogno: leggere e scrivere! Con qualcuno doveva sfogarsi. Così, senza averlo deciso, si ritrovò dinanzi alla bottega di don Aniello Falcone. Micco Spadaro stava rimettendo in ordine colori e pennelli, ma lo ascoltò con attenzione, senza interrompere il suo lavoro: - Bravo! - Esclamo! - E unottima idea! Per chi sa leggere e scrivere si aprono orizzonti immensi! Se vuoi ti aiuterò: la sera, dopo che sarai stato dal vecchio, vienimi a trovare: ti darò una mano anchio. Gennaro non poteva essere più felice: in un empito di riconoscenza, abbracciò lamico, mandando pennelli e colori a spargersi sul pavimento, e lo tenne stretto a lungo, con gli occhi pieni di lacrime. Micco scoppiò in una risata: Ué, lasciami che mi soffochi, nun fa o ricchione! 19 |
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