Capitolo V
Masaniello.



Ormai il volgare non aveva più segreti e la pila dei libri letti diventava sempre più alta. Gennaro, nelle sue visite notturne a Titinella (per la verità molto rare), si divertiva a confonderla con frasi tipo ”Deh, dolce pulzella, liberati delle vestimenta e concedi le tue dolci grazie alle mie turpi voglie!”.
Tutto preso dalla sua nuova passione per la lettura trascurò anche gli amici ma, a Natale, era ormai il 1640, si rese conto della sua mancanza ed andò a trovarli. Micco non c’era, gli dissero che era fuori a dipingere, ma Masaniello era sempre lì, al banchetto del pesce.
L’amico lo rimproverò aspramente per la sua lunga assenza:
- Non si tratta così un fratello! Se io fossi morto non lo avresti nemmeno saputo!
- Hai ragione, perdonami, sono stato catturato dalla passione per i libri: ce ne sono tanti da leggere. Ed ho sempre paura di non fare in tempo… Ma… dimmi di te… Quella ragazza… E’ poi scesa a parlare con te?
- Si, è scesa, è scesa… Ed ho fatto anche la sagliuta… Tra due o tre mesi mi sposo. E guai a te se non vieni al matrimonio!
- Complimenti, sono felice per te… Le vuoi molto bene?
- E si capisce… E’ una ragazza straordinaria…
- Sono contento ma… Che cos’è questa sagliuta che hai fatto?
- Non lo sai? Leggi tanti libri, ma sei sempre il solito cafone ignorante: sono salito a casa sua, col mio più bel vestito da marinaio, per chiederla in moglie… Le ho portato i regali che si portano in quest’occasione… La mamma è stata contenta. Ci siamo scambiati un bacio ed una stretta di mano… Er ora siamo fidanzati. -
Gennaro pensò alla sua Titinella, con la quale aveva scambiato ben altro… E non le aveva mai regalato niente. Si sentì in colpa e pensò che avrebbe dovuto comprarle qualcosa:
- E cosa le hai regalato?
- Le solite cose: due pendenti, una cannacca, una grandiglia, un ventaglio, calze, legacce, spilli ed altre cose del genere.
- Accidenti! Tutte queste cose?
- Per forza! La famiglia Pisa è una famiglia rispettata. Ed anche noi D’Amalfi…
- E quando ti sposi?
- Presto… Te lo farò sapere: tu devi venire alla festa e devi anche farmi un regalo!
- Verrò certo. E ti farò anche il regalo. Ma tu, per sposarti, non devi prima aspettare che si sposi tua sorella?
- Lo vedi che succede quando non ti fai vedere? Graziella si è sposata! Ha sposato un bravo giovane di Gragnano, si chiama Cesare di Roma. –
Gennaro ripensò a quella ragazzina che, tanto tempo fa, gli aveva fritto un piatto di pesce. Gli era piaciuta e intuiva di esserle piaciuto… Evidentemente non era destino…

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