Soddisfatto e con lo stomaco pieno, ritornò alla spiaggia e si sistemò per la notte al riparo di una barca in secca. All’alba era sul pontile, pronto per un’altra giornata di lavoro e, a mezzogiorno, avevano finito di scaricare la nave. Non ce n’erano altre pronte ed il capintesta, nel distribuire i compensi della giornata, disse a tutti di farsi vivi l’indomani, ma ancora non sapeva se ci sarebbe stata un’altra nave da scaricare.
La rivalità tra le varie corporazioni di scaricanti era fortissima, e non era facile accaparrarsi del lavoro che, i vari capintesta, si contendevano a colpi di ribasso dei prezzi e, non di rado, di coltello.
Approfittando della mezza giornata di libertà, Gennaro pensò di andare a trovare Masaniello alla sua rivendita di pesce. Lo trovò accoccolato in un angolino all’ombra, che stava mangiando voracemente un piatto di piccoli pesci fritti.
- Uè Gennarì, dove sei stato fino a mo’? Vieni, assettate! Graziella! Porta un poco di pesce all’amico mio!
- No, ti prego, non ti prendere fastidio…
- Ma che fastidio? Un piatto di pesce fritto non si nega nemmeno ad un nemico… Figuriamoci a te che mi hai salvato la vita… Tu sei un fratello! Grazellaaaa!
Dal balconcino sopra la rivendita si affacciò una ragazzina magra come un chiodo, tutta occhi e capelli nerissimi, le gambe erano due stecchi che spuntavano sotto la tunichetta corta e malandata di colore indefinibile:
- Masanié ma non lo vuoi capire che qua non è l’albergo dei poveri? L’olio costa… Gli amici tuoi vengono tutti ad arricchire noi?
- Ragazza, Gennarino è fratello mio ed è anche fratello tuo! Non fare storie… Vai a friggere il pesce… E mettici pure il sale!
- Il sale! Ha parlato il Principe del cazzo! Ma lo sai quanto costa il sale?
- Fa subito come ti dico e sta zitta. Se no vengo su e ti concio per le feste!
- Per favore… Non voglio niente… - Interloquì Gennaro, mortificato .
- Gennà, fammi il piacere, non ti intromettere… Da quando in qua le femmine rispondono in queste cose? Io a quella le debbo dare una buona lezione… Dimmi, dove sei stato, che hai fatto?
Dopo che fu aggiornato dei movimenti dell’amico, Masaniello restò a lungo pensoso:
- Non è una cosa buona – disse alla fine – Pagano poco e il lavoro non è regolare; gli scaricanti poi… Sono brutta gente… Violenta… Rischi di prenderti una coltellata quando meno te l’aspetti…
- Mah… Intanto questo ho trovato…
- Ma non va bene, non va bene… Devo parlare con un po’ di gente…
- Ecco il pesce, vi ho servito! – Grazia era giunta alle spalle di Gennaro e, scalza com’era, non aveva prodotto alcun rumore…
- Ci ho messo anche il sale.
Il ragazzo balzò in piedi stranamente intimidito, prese il piatto di stagno colmo di frittura flagrante:
- Grazie – Disse – Siete stata molto gentile…
Vedendolo arrossire i lineamenti di lei si addolcirono:
- Mangiate, se no si fanno freddi!
Gennaro era rimasto in piedi, col piatto in mano, e la guardava…
Grazié, e mo’ te ne vuoi andare? – Intervenne il fratello - Vuoi stare lì impalata per tutta la giornata? Mangia Gennà, che se si fanno freddi diventano una schifezza… Stasera vienimi a pigliare… Ti porto a vedere Napoli... Grazié... smamma!
Senza replicare la ragazzina si avviò lentamente verso l’ingresso della bottega, voltandosi indietro ogni due passi: quel ragazzo aveva una strana aria pulita… Le piaceva…


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