Un Natale come gli altri

natale.jpgLa mia è una famiglia molto unita: la comitiva dei ragazzi di quarant’anni fa non si è mai dispersa: ci siamo tutti sposati tra di noi. Il risultato è, per esempio, che il marito di una delle mie sorelle è fratello del marito di una delle sorelle di mia moglie, ed altri intrecci del genere.

Col tempo i figli sono cresciuti ed al gruppo si sono aggregati i vari consorti e fidanzati, e talvolta, anche i consuoceri. Per non parlare dei bambini che, grazie a Dio, diventano sempre più numerosi.

Più che come una famiglia, identificherai il nostro gruppo come una tribù.
Siamo sempre stati molto uniti, abbiamo anche comprato la casa al mare tutti nello stesso posto. I nostri figli sono cresciuti insieme e si considerano più fratelli che cugini.

Nessun componente della tribù penserebbe mai di trascorrere le feste lontano.
Immaginate quindi cos’è per noi un pranzo di Natale. Anzi, per essere più preciso, i quattro pranzi: la cena della vigilia, il pranzo di Natale, il cenone dell’ultimo dell’anno ed il pranzo di capodanno.

Naturalmente questi “simposi” si possono fare solo in casa di chi dispone di un salone adatto a contenere un tavolo per 40/50 persone ed una moglie particolarmente volenterosa. Ci sono quindi quattro case dove, per consolidata tradizione, ci si riunisce: la vigilia da uno, il Natale da un altro, e così via.

Anche quest’anno sarà come gli altri e un osservatore superficiale non noterà niente di diverso. Ma non è così: quest’anno reciteremo; rideremo e saremo allegri, ma solo apparentemente. Sappiamo tutti che, per uno di noi, sarà forse l’ultimo Natale.

E’ il primo tra noi che si sta avviando... Chi sarà il prossimo?

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