Nel 2100...

geloNel 2100 la terra era diventata un meraviglioso giardino: un secolo di politiche ambientali avevano fatto di tutta la terra un' area protetta.

La vegetazione, rigogliosa dappertutto, era diventata un’immensa foresta impenetrabile.
I pochi uomini sopravvissuti, si erano accampati sulla cima di alcune montagne, dove il gelo non permetteva alle piante di prosperare.

La vita, a quelle temperature, non era facile, il freddo era il padrone assoluto.
Le poche case, rigorosamente in pietra, non avevano alcun sistema di riscaldamento: il petrolio, troppo inquinante, non si estraeva più, la legna neanche a parlarne: a tagliare un albero si rischiava una severa condanna detentiva (le pene più severe, 30 giorni di arresti domiciliari, ormai erano riservate solo ai pedofili ed ai taglialegna).

D’altra parte, i pedofili ormai erano tutti morti per mancanza di bambini: A quelle temperature erano in pochi a rischiare una polmonite per fare un bambino e, quei pochi bimbi che nascevano, difficilmente riuscivano a resistere al freddo.

La vita era molto semplice: una società matriarcale, rigorosamente vegetariana (il processo aveva avuto inizio nel lontano 2001, quando qualcuno, su un forum, raccontò del numero impressionante di pulcini che venivano uccisi).

La gente viveva di stenti, mangiando le pochissime cose che riusciva a coltivare e pesce, l’unica specie vivente che, per uno strano caso, era consentito catturare: bastava andare in Municipio, dichiarare che pesce si voleva pescare, il peso previsto ed il numero di animali e, dietro pagamento di una tassa, si aveva la licenza oraria di pesca.

Naturalmente non esistevano più fabbriche di nessun tipo: Si era cominciato col chiudere quelle ritenute inquinanti, poi quelle che richiedevano troppa energia, ed alla fine si erano eliminate tutte le piccole attività rimaste, perché prosperavano sullo sfruttamento dell’uomo.

Inutile dire che l’uomo, non più sfruttato, finì con lo starsene a casa, mentre le donne si dedicavano alla politica ed a tutte le attività burocratiche.

Le foreste però non erano totalmente impraticabili: Erano stati scavati dei sentieri, rigorosamente sorvegliati da donne guarda-bosco, che permettevano ai turisti di visitare questi posti meravigliosi e di andare a guardare panorami mozzafiato.

In caso di aggressione da parte di qualche animale, era proibito assolutamente difendersi: la salvezza dei malcapitati era affidata alla velocità delle proprie gambe.

I turisti, in verità, erano pochissimi: La gente, deboluccia e malnutrita, non se la sentiva di affrontare a piedi chilometri di foresta infestata da “dolci animali” (si chiamavano così).
Pochissimi poi si spingevano nel cuore della foresta per visitare il “museo del 2000”.
Questo museo raccoglieva molti reperti della “civiltà industriale” , tutti con descrizioni illustrative che spiegavano fino a che punto l’uomo si fosse degradato in quei tempi lontani.
Si potevano così trovare frigoriferi, televisori, lavatrici, computers, biciclette, treni e, su una pedana ben transennata, una Mercedes.

C’era poi una zona dove si poteva entrare solo accompagnati da una guardiana e muniti di casco: Qui, dietro una doppia transenna, c’era “L’uomo del 2000”: Un manichino vestito in doppio petto e cravatta che, grazie ad un primitivo meccanismo azionato ad acqua, ripeteva:

"Mi consenta mi consenta ". 

 

 
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