Nostalgia
Certamente il
progresso è una gran bella cosa
Oggi si va in America in meno di unora
Quando ero bambino ricordo che ci voleva più di un mese
di mare.
Allora desideravo tanto andare in America
Ora non più.
Ricordo lapparecchio radio dei miei genitori: una
grossa scatola cubica, con al centro un rettangolino
luminoso con tante scritte piccole piccole
La sera
tutta la famiglia si raccoglieva intorno a questa
meraviglia della tecnica per ascoltare le commedie in
religioso silenzio. Io ne ero incantato, ricordo che
pensavo: - Come sarebbe bello poter vedere, in questo
rettangolino, come al cinema, anche le persone che
recitano...
Ora non lo penso più.
E ricordo le strade della mia città: grandi, larghe,
dove ci si spostava a piedi e, al massimo, quando mio
padre era in soldi, col tram. Di tanto in tanto passava
unautomobile
Io la seguivo con lo sguardo
ipnotizzato fino a che mi era possibile. E vedevo quelluomo
al volante come un essere di unaltra razza
una razza superiore
E sognavo che, un giorno, avrei
posseduto unautomobile anchio
Ora non lo sogno più.
E, veniamo al dunque. Limpianto elettrico della
nostra casa: I fili elettrici erano delle treccine dorate
che correvano lungo le pareti, sostenuti dagli isolatori,
Gli interruttori erano dei grossi aggeggi di ceramica,
con al centro un nottolino girevole. Sporgevano subito
accanto alla porta, allingresso di ogni camera.
Allora li accettavo come un normale accessorio: bastava
sporgere una mano oltre la porta, e si accendeva la luce
Poi vennero quelli più moderni. Al posto del nottolino
girevole era una levetta: in alto la luce si accendeva,
in basso si spegneva
Una trovata geniale, il
massimo della funzionalità!
Ero contento così, mi stava bene, potevi entrare od
uscire da una camera pensando ad unaltra cosa
senza doverti concentrare sullinterruttore.
Ora non più!
Ora gli impianti sono a norme. I fili non sai
più dove sono, passano nelle pareti e, se vuoi appendere
un quadro, devi essere un ingegnere, o almeno un
geometra; studiare sulla carta lo schema dellimpianto,
oppure devi piantare il chiodo sperando che il Signore te
la mandi buona e non resti fulminato, attaccato al muro,
al posto del quadro
Ma la cosa veramente terribile sono gli interruttori: non
sporgono più! Al loro posto è una piastrina incassata
nel muro difficile da individuare al buio e, quando
finalmente la trovi, devi indovinare quale delle tante
levette, anchesse perfettamente incassate, devi
premere
Perché, oltre tutto, cè anche la
pretesa di comandare, da una camera, le luci di quelle
accanto!
Ed allora, se entro in cucina, individuata la piastrina
degli interruttori, mi devo fermare a pensare: Non devo
premere il primo perché spegnerei la luce del corridoio,
non devo premere il secondo: è una presa di corrente,
non devo premere il terzo: è semplicemente un coperchio
per un vano libero caso mai un domani
, il quarto ed
il quinto sono buoni: comandano la luce centrale e quella
sui fornelli, il sesto ed il settimo non ricordo a che
servono... dovrei andare a vedere.
In camera da letto tutta la faccenda è complicata dalle
luci sui comodini. Se stai leggendo a letto, devi essere
ben sveglio quando decidi di smettere e metterti a
dormire, altrimenti rischi, invece di spegnere la lucetta
sul tuo comodino, di illuminare a giorno la camera, con
le conseguenze che qualsiasi uomo sposato può
immaginare,,,
Per non parlare della solita comodità di
poter comandare le luci delle camere accanto
Ieri sera mi sono ritirato alle due, la casa era immersa
nel sonno, sono entrato scalzo e al buio per non
disturbare
Ho pensato: - Accenderò la luce solo
nello spogliatoio
- Ma lelettricista pazzo
aveva pensato proprio a tutto: ho illuminato la camera di
mia figlia che sembrava la Rinascente la vigilia di
Natale!
E mia figlia, come si dice a Napoli, non è dolce di sale
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