Le palle e il
femminismo
Da qualche anno frequento, con
piena soddisfazione, un forum su internet. Tra gli altri
forumisti, ce n'è uno, molto apprezzato da tutti, che si
chiama Killing time.
Anch'io lo apprezzo per molti versi, ma sono costretto a
fargli causa.
Credo sia universalmente nota la mia avversione per le
liti ma, in questo caso, non posso proprio evitarlo: mi
ha reso la vita impossibile.
Ma andiamo per ordine.
Un brutto giorno il forumista in questione pubblicò un
trhead: - Un altro gioco con le palle
era intitolato. Egli, col fare più innocente di questo
mondo, presentò un giochino maledetto: si trattava di
eliminare delle palle
Ma non mi ci fate pensare.
Non nego che aveva avvertito che il gioco poteva dare
assuefazione
Ma una cosa è lassuefazione ed
una cosa è rovinare una famiglia!
Quando lo vidi, feci qualche partita e mi sembrò
simpatico ma poi, devo ammetterlo, commisi lerrore
più grave della mia vita: lo feci vedere a mia moglie.
In passato il suo atteggiamento per la mia frequentazione
dInternet era stato abbastanza critico. Speravo così
di mitigare questa sua avversione
E ci riuscii, oh se ci riuscii : lei, nemica giurata dei
computers, imparò perfino a collegarsi in rete!
Inutile dire che finì col sequestrarmi completamente il
PC. Naturalmente la cosa mi infastidiva ma era
sopportabile. In qualunque momento entravo nello studio
la trovavo intenta a combattere con le palle:
- Te lo lascio subito mi diceva sentendomi entrare.
- Non ti preoccupare, continua pure, io voglio leggere un
po In fondo sono sempre un marito affettuoso
Avrei sopportato tutto questo di buon grado e non mi
sarei mai sognato di prendermela con Killing
Ma il
maledetto non mi aveva avvertito che, sotto quelle palle,
si nascondeva uno strumento
Scusate cambio la frase:
mi sembra che questa si presti a false interpretazioni.
Volevo dire che in quelle palle cera il seme
(vabbé la lascio così) del più bieco femminismo.
Dovete sapere che io non credo di essere un maschilista,
o almeno mi sforzo sempre di non esserlo. Pensate che
sono cresciuto in una famiglia dove la donna era langelo
della casa e luomo era luomo.
Ero lunico figlio maschio amorevolmente servito e
riverito da una mamma e tre sorelle
Ormai sono quarantanni che lavoro per abituarmi allidea
che non sono il masculo ma una persona che
convive con unaltra senza particolari prerogative o
diritti.
A volte do una mano ad apparecchiare o sparecchiare la
tavola, quando mi va preparo qualche pietanza
Nei
miei momenti buoni passo persino laspirapolvere!
Mia moglie però non mi ha fatto mai pesare
particolarmente questo mio declassamento e,
pur essendo moderatamente femminista, ha sempre preso su
di sé il peso della conduzione della casa.
Stamattina mi sono alzato (dopo mia moglie, come sempre)
e sono andato in cucina per bere il solito caffè: non ce
nera!
Di mia moglie nessuna traccia: aveva iniziato il turno
mattutino con le palle.
Ho pensato: - Ora mi spremo un paio darance
Il caffè lo prenderò dopo
- La base col motorino
dello spremiagrumi era al suo posto, ma tutti gli
accessori erano nellacquaio
insieme con le
stoviglie della cena di ieri sera
La cucina mi respingeva con tutta la sua sporcizia
Mi sono imposto la massima calma e compostezza ed ho
raggiunto mia moglie nello studio:
- Guarda che non cè caffè Le ho detto
quasi timidamente.
- Fattelo Mi ha risposto senza alzare gli occhi
dalle palle.
- Ma le stoviglie sono tutte sporche, nella cucina non si
può entrare
- Beh, pulisci
In questa casa non ci sono solo io
- e intanto eliminava un gruppo di palle.
Non ci ho visto più, davanti ai miei occhi iniettati di
sangue hanno cominciato ad agitarsi migliaia di palle
multicolori... Milioni di palle
Poi ho visto tutto
rosso
giallo
blu
Ho afferrato il pesante
telefono che era sul tavolo...
Ed allora, signori giurati... Ho telefonato allavvocato.
|