Perché l’ho fatto.

Caldo infernale…
Una serata su una spettacolare terrazza si è rivelata una tortura raffinatissima: un burraco che non finiva mai, con le carte che si attaccavano alle mani sudate, nugoli di zanzare sorde agli ultrasuoni che banchettavano sotto il tavolo, una serie di ventilatori che tentava eroicamente di smuovere un’aria umida e appiccicosa… litri di bibite fredde che gonfiavano lo stomaco fino al limite dell’esplosione…
A tutto questo si aggiungevano un paio di giocatori “riflessivi”: sapete, quelli che pensano intensamente se gli conviene prendere il pozzo e che poi, quando prendono una decisone, devono scegliere cosa scartare, dopo di che, con quella benedetta carta in mano, fanno almeno dodici volte il gesto di scartarla e poi ci ripensano…
Io, aspettando pazientemente, quasi prendevo sonno ma poi, quando veniva il mio turno, mi sollecitavano a gran voce dicendo che ero lento…
E non potevo fumare…
Quando finalmente è finita, non desideravo altro che abbandonarmi ad un sonno ristoratore.
La camera da letto è un forno… Mia moglie dice che l’aria condizionata fa male…
Entro eroicamente sfidando l’asfissia, metto in funzione il grande ventilatore e spalanco il balcone. Poi, completamente nudo, mi butto sulle lenzuola calde, confidando sulla mia capacità di addormentarmi anche in condizioni estreme…
Vi sono quasi riuscito quando entra mia moglie:
- Non possiamo dormire così! Col balcone aperto saremo svegliati alle prime luci… Ed il ventilatore… è un suicidio!-
Chiude le persiane, spegne il ventilatore e finalmente viene a letto.
Non ci crederete, ma mi addormento lo stesso.
Il sonno però dura solo pochi minuti. Sono svegliato dal rumore della zanzariera che si riapre: mia moglie non riesce ad addormentarsi ed ha deciso di scostare le persiane di quasi tre centimetri…
Una volta sveglio ricomincia la mia tortura: il caldo è opprimente e, soprattutto, le punture ricevute dalle zanzare mi costringono a grattarmi continuamente…
La mia povera moglie se ne sta rannicchiata all’estremità del letto, ma i miei movimenti inconsulti le impediscono di prendere sonno…
Ad un tratto si alza, prende il guanciale, e si avvia alla porta:
- Vado a dormire giù. – Dice, e se ne va.
Padrone del campo, spalanco il balcone, rimetto in funzione il ventilatore, placo con un po’ di ammoniaca le varie punture e, non avendo più sonno, mi metto a leggere un giallo.
Dopo pochi minuti dormo con il libro in faccia…
Inutile dire che il sonno dura poco: sono svegliato da uno sbattere di porte:
- Come puoi pretendere che dormo con le luci accese?
- Ma cara, tu sei al piano di sotto…
- La tua luce arriva fin giù! Hai lasciato le porte aperte!
- Scusami… non mi pare di essermi avvicinato alle porte…
- Scusami un corno! – E va via sbattendo la porta.
Ritornata la pace, finalmente con tutte le porte chiuse, riprendo il libro e, questa volta, lo leggo fino alla fine.
Al mattino incontro mia moglie in cucina: non mi rivolge la parola.
In conclusione: una notte insonne, tormentato dal caldo e dalle zanzare, un umore nero come la pece, il desiderio di un buon caffè ristoratore, il bisogno impellente di una parola amichevole, di un minimo di comprensione, e… lo scontro con la dura realtà.
Ho visto tutto nero, la cucina mi girava intorno vorticosamente… Poi ho visto rosso… Ho perso il controllo di me…
Ed allora, signori giurati, l’ho fatto:
Ho installato un condizionatore.

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