Capitolo X
La pensione.
A Guidonia
stavo bene: avevo riunito casa, ufficio e deposito in
un'unica sede e godevo immensamente del fatto di poter
lavorare quando me ne veniva la voglia e di non dover
rendere conto a nessuno di quello che facevo.
Naturalmente non era nei miei piani continuare a vivere
per sempre da solo e, quando vidi che il lavoro era bene
avviato, proposi a mia moglie di trasferirsi da me. La
casa era abbastanza grande, anche con un bel giardino, e
ci saremmo stati comodi.
Ma Emma aveva troppi legami affettivi nella sua città e,
senza dire di no, me lo fece capire.
Io sapevo, naturalmente, che il mercato è in continua
evoluzione che la mia attuale situazione, per quanto
buona, non sarebbe potuto durare a lungo. Un venditore
guadagna bene fino a quando il suo prodotto è difficile
de vendere e richiede abilità e professionalità. Quando
si comincia a vederlo nei grandi magazzini, significa che
tutti hanno imparato a conoscerlo e che non serve più a
molto essere più bravi degli altri.
Avrei quindi dovuto iniziare a diversificare la mia
offerta, il che avrebbe richiesto nuovi investimenti e
nuovo impegno.
Non avevo intenzione di invecchiare da solo e far
crescere un'azienda che nessuno dei miei figli avrebbe
avuto interesse a continuare.
Tirai avanti quindi con il solito tran tran
disimpegnandomi gradualmente.
Dovete sapere che io ho sempre vissuto pensando che non
sarei arrivato alla vecchiaia ma, a sessantasei anni,
quando mi resi conto che, per il momento, ancora non
sarei morto, andai alla sede INPS di Guidonia per
informarmi sulla mia situazione pensionistica.
Una gentile signora del patronato mi spiegò tutto:
- Dalle sue carte risultano diciotto anni di contributi e
lei farebe ancora in tempo ad andare in pensione col
vecchio minimo di quindici anni. Dalle registrazioni INPS
risultano solo dodici anni. Lei può fare un ricorso, ma
non le assicuro che la spunterebbe.
- Ma io ho anche alcuni anni di versamenti ENASARCO...
- I versamenti fatti all'enasarco non sono cumulabili, si
tratta di due pensioni diverse...
- Allora... Cosa mi consiglia?
- Guardi che se anche le venissero considerati i
versamenti mancanti, lei andrebbe in pensione con il
minimo, che è quanto percepirebbe comunque, chiedendo
l'assegno sociale, essendo ultrasesssantacinquenne.
- Ho capito... Allora chiedo l'assegno sociale.
Così è finita la mia carriera di lavoratore precario.
Ora sono a Napoli e mi godo la pensione che voi che mi
leggete contribuite a pagare.
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