Ieri ho pescato Annamaria Finalmente a casa Siamo uomini o caporali? Ancora una letterina Sette settembre La vecchiaia

... - Come va?- Dice una voce alle mie spalle.

- Nemmeno una "toccata" - Rispondo senza  voltarmi.

- Eh, oggi non è giornata... Io sono qui da stamattina alle sette... Ed ho preso solo un mazzone di mezzo chilo ed un piccolo sarago.

"Questo vuole sfottere" penso tra me, e mi volto a guardarlo.
E' un uomo sotto i sessanta, ancora prestante, dall'aspetto rude ma piacevole. Comunque simpatico.

Gli rispondo:

- Per me non ha molta importanza: vengo qui per perdere tempo, sa... Sono in pensione

... Abitavamo nello stesso palazzo, in un vicolo della Sanità, lei al secondo piano ed io al terzo. Vi andai ad abitare che avevo cinque anni e lei tre.

Ci fidanzammo subito.

I nostri genitori sorridevano complici, io mi sentivo importante e lei, man mano che passavano gli anni, era sempre più tenera ed innamorata.

Ricordo ancora l’emozione struggente che provai quando, credo a dodici o tredici anni, giocavamo a marito e moglie ed io, con la mano infilata proditoriamente sotto il suo pullover, le accarezzai delicatamente il petto, dove si percepiva appena l’idea del seno che sarebbe nato.

Crescendo poi, non perdevamo l’occasione di appartarci in tutti gli angoli nascosti per baciarci appassionatamente. ...

Ed ora, finalmente sono qui con te. E guardiamo insieme la televisione… Io la guardo soltanto, senza sentirla perché, come sai, sono un po’ duro d’orecchio e tu, giustamente, nella tua immensa sensibilità, tieni il volume bassissimo per non infastidire i vicini.

La cosa però non mi disturba come potresti pensare, perché tu preferisci vedere il Grande Fratello e le trasmissioni di quiz, ed io sono ben contento di non sentire, e farei volentieri a meno anche di guardare…

In verità ti piacciono anche i dibattiti, e può anche capitare che il volume dell’audio sia tale da permettermi di sentire… Ed a volte anch’io li trovo interessanti… Ma il dibattito è per te solo uno spunto… Poi, per tutta la trasmissione, mi spieghi dettagliatamente come la pensi sull’argomento…

...

Domenica mattina: Mi sono svegliato un po’ tardi…

Il primo gesto di ogni mattina: allungo la mano per prendere le sigarette dal comodino.

Provo in senso di disgusto, ho la bocca secca, la gola arida,
Non desidero fumare… Ma devo… - Devo? - Perché devo? - Me lo ha ordinato il medico? Sai che c’è di nuovo? – Non voglio fumare, anzi… Non voglio fumare più! -

Penso ai vantaggi: posso liberarmi da questo noioso respiro affannoso… Posso smetterla di appestare la casa… Posso ricominciare ad andare al cinema… Posso andare a cena con gli amici senza essere costretto ad alzarmi per andare a fumare all’aperto…

Ah, dimenticavo…  Risparmierò ...

Continuando a cantichiare allegramente rinuncio…

Seguo il furgone fino a quando, accortosi forse del mio problema, svolta in una traversa e mi lascia libera la strada.

Ringrazio la buona sorte e riprendo ad andare…

Dopo qualche chilometro compaiono, trecento metri davanti a noi, tre macchine che procedono più lentamente…

Vedo, con la coda dell’occhio, che protendi la mano come a volerle tenere lontane… Poi, visto che non ci riesci, mi dici:

- Frena!

,,,

... il popolo napoletano, già chiassoso per carattere, in quei giorni superava se stesso. Le donne, che lavoravano fuori dai bassi facendo scarpe o guanti, si apostrofavano con facezie e fantasiosi sfottò, e i bambini, tutti ma proprio tutti, e sopratutto tanti, erano muniti di multicolori trombette di cartone, e correvano per i vicoli soffiando a perdifiato nei loro micidiali strumenti.

.....

La sera ci si riversava per la strada, tutti in cammino nella stessa direzione. Attraverso via Toledo (In verità ora si chiama via Roma, ma i napoletani non hanno mai accettato questa novità) si raggiungeva la riviera di Chiaia, per terminare il festoso pellegrinaggio a Mergellina, alla Chiesa della Madonna di Piedigrotta.

 

Finalmente, con la massima concentrazione, mi ritrovai a sciare e, gradualmente, presi il controllo degli sci.

Che meraviglia! Settant'anni? Ma non ne ho nemmeno venti!

Ma la mia euforia durò molto poco: Massimo era veramente preoccupato, forse pensava a quando si sarebbe dovuto presentare sulla spiaggia con il cadavere dello zio... Si ricordò che gli avevo detto che non c'era bisogno di correre e, repentinamente, diminuì la velocità proprio mentre cominciavo a rilassarmi ed ero tutto appoggiato alla cima di traino.

Naturalmente l'improvviso ed inatteso rallentamento mi privò dell'appoggio e caddi all'indietro, mentre il motoscafo continuava a trascinarmi. ...

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